PROGETTO

La vecchia ferrovia Paola-Cosenza guarda al futuro: San Fili rilancia il progetto

Al Teatro comunale il confronto tra istituzioni, amministratori ed esperti. La sindaca Linda Cribari propone un tavolo tecnico tra Comuni ed enti sovracomunali per trasformare l’idea in un progetto concreto

A cura di Redazione
07 novembre 2026 21:30
La vecchia ferrovia Paola-Cosenza guarda al futuro: San Fili rilancia il progetto -  Foto Uff Stampa Comune di San Fili
Foto Uff Stampa Comune di San Fili
Condividi

Recuperare la storica ferrovia Paola-Cosenza e trasformare un'infrastruttura ormai dismessa in una nuova opportunità di sviluppo per il territorio. È questa la prospettiva al centro dell'incontro ospitato al Teatro comunale “F. Gambaro” di San Fili, dove istituzioni, amministratori, tecnici ed esperti si sono confrontati sul possibile rilancio del vecchio tracciato ferroviario, fuori esercizio da circa quarant'anni.

L'iniziativa, promossa dalla sindaca Linda Cribari in collaborazione con Svimar, Fremo Calabria e Ferrovie in Calabria, ha rappresentato un momento di confronto sulle potenzialità di un progetto che potrebbe rafforzare i collegamenti tra la costa tirrenica, Cosenza e i centri dell'entroterra.

Al centro della discussione non soltanto il recupero della memoria storica della linea, ma soprattutto la possibilità di restituirle una funzione strategica per la mobilità, il turismo e la valorizzazione delle aree interne. Una prospettiva che punta a superare la frammentazione territoriale e a creare nuove opportunità per le comunità locali, con particolare attenzione alle giovani generazioni.

La sindaca Linda Cribari ha espresso soddisfazione per la partecipazione e per il livello del confronto, indicando un obiettivo preciso per i prossimi mesi: la costituzione di un tavolo tecnico con i rappresentanti dei Comuni e degli enti sovracomunali. L'intenzione è dare continuità al percorso avviato, coinvolgendo competenze istituzionali e professionali per approfondire la fattibilità dell'intervento e individuare possibili soluzioni.

A introdurre e coordinare i lavori è stato il sociologo e giornalista Antonio Iapichino, che ha affrontato il tema anche sotto il profilo sociologico e culturale, evidenziando come una ferrovia rappresenti molto più di un semplice collegamento: è un elemento capace di incidere sulla vita delle comunità e sulle prospettive di sviluppo.

Nel corso dell'incontro sono intervenuti anche rappresentanti delle istituzioni regionali e provinciali. In collegamento video, Filippo Mancuso, vicepresidente della Giunta regionale della Calabria, ha richiamato l'attenzione sulla sostenibilità economica dell'eventuale progetto, osservando che la linea potrebbe avere una prevalente finalità turistica. Ha comunque manifestato la propria disponibilità a partecipare a un eventuale tavolo tecnico.

Il presidente della Provincia di Cosenza e sindaco di Montalto Uffugo, Biagio Faragalli, ha definito il recupero della tratta una grande opportunità turistica e di sviluppo, sottolineando l'importanza di arrivare a un documento unitario sottoscritto dalle istituzioni coinvolte. Sostegno alla valorizzazione dell'infrastruttura è arrivato anche da Pietro Fattori, responsabile della Comunicazione esterna della Fondazione FS, che ha evidenziato le potenzialità dell'opera per il turismo e la mobilità.

Sulla necessità di trasformare il confronto in un percorso operativo si sono soffermati anche Clelio Gelsomino, consigliere comunale di Rende, e Cristian Marchese, assessore al Turismo di San Lucido, entrambi favorevoli alla costruzione di un tavolo di lavoro e alla condivisione di un documento tra gli enti interessati.

Il sindaco di Falconara Albanese, Pino Porco, ha sottolineato la portata dell'iniziativa, mentre Salvatore Magarò, sindaco di Castiglione Cosentino, ha richiamato la storia della vecchia ferrovia e il valore del turismo lento. Il vicesindaco di San Fili, Antonio Romeo, ha ribadito l'impegno dell'amministrazione comunale, indicando anche nel collegamento San Fili-Rende un obiettivo concreto da cui partire.

Numerosi gli approfondimenti tecnici. L'architetto Francesco Cassano, autore del volume “Il treno della memoria Paola Cosenza”, ha ricordato il valore storico e culturale della tratta, mentre Gabriella Mazzulla, docente ordinaria di Ingegneria dei Trasporti all'Università della Calabria e delegata del Rettore per i Trasporti e la Mobilità, ha evidenziato le potenzialità dell'infrastruttura nel quadro della programmazione regionale dei trasporti.

Non sono state nascoste le difficoltà: lungo il tracciato sono presenti cedimenti strutturali e smottamenti e restano da affrontare le procedure necessarie per ottenere l'omologazione di un eventuale servizio passeggeri. Nonostante questo, l'Unical sostiene l'idea progettuale.

Giuseppe Lo Feudo, già direttore generale delle Ferrovie della Calabria, ha invece prospettato anche la possibilità di realizzare un polo museale attraverso un intervento di riqualificazione della linea.

Sul versante turistico è intervenuto Giovanni Tocci, docente di Ambiente, Territorio e Turismo all'Unical, che ha evidenziato come i cambiamenti nella domanda turistica possano trasformare i piccoli Comuni in protagonisti di nuovi percorsi di valorizzazione territoriale.

Roberto Galati, presidente dell'Associazione Ferrovie in Calabria, ha riconosciuto le difficoltà legate al ripristino dell'intero tracciato, rilanciando tuttavia l'ipotesi di una metropolitana fino a San Fili. Sulla fattibilità del collegamento Rende-San Fili si è soffermato anche Pietro Calabrese, vicepresidente Svimar, mentre Loris Pellicanò e Michele Laurino hanno richiamato l'importanza di fare rete e costruire una strategia condivisa.

Virgilio Caivano, coordinatore nazionale dei Piccoli Comuni, ha definito quella lanciata dalla sindaca Cribari una sfida importante, che richiede partecipazione e collaborazione istituzionale.

A concludere i lavori è stato Giacomo Rosa, presidente Svimar, che ha ricordato l'importanza economica e storica di un'infrastruttura costata milioni di lire e oggi abbandonata. Il suo recupero potrebbe rappresentare una leva per portare turismo nelle aree interne e restituire valore a territori spesso penalizzati dall'isolamento.

L'iniziativa, realizzata con il contributo organizzativo e culturale di Svimar, Fremo Calabria e Ferrovie in Calabria, ha visto anche la partecipazione delle aziende Colavolpe, Tenuta delle Api e De Caro.

Da San Fili parte dunque una proposta che punta a superare la dimensione del dibattito e a costruire un percorso condiviso. Il primo obiettivo sarà mettere attorno allo stesso tavolo Comuni, istituzioni ed esperti, per verificare le possibilità di recupero della storica Paola-Cosenza e individuare le soluzioni concretamente realizzabili.

Segui CosenzaOk