SEQUESTRO

Cosenza, sequestrati 400mila euro a una donna coinvolta nelle inchieste Reset e Recovery

Il denaro era stato trovato durante una perquisizione nel dicembre 2023. Secondo gli investigatori, la somma sarebbe riconducibile alle attività illecite contestate e sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati

A cura di Redazione
06 novembre 2026 08:00
Cosenza, sequestrati 400mila euro a una donna coinvolta nelle inchieste Reset e Recovery - Foto redazione
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Un sequestro di circa 400mila euro in contanti è stato eseguito dalla Guardia di Finanza nei confronti di una donna originaria di Cosenza, nell'ambito di un procedimento di prevenzione patrimoniale disposto dal Tribunale di Catanzaro, Sezione Misure di Prevenzione.

L'operazione è stata condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, insieme al Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO) di Roma.

Il provvedimento riguarda una donna ritenuta, allo stato, socialmente pericolosa sulla base degli elementi raccolti nell'ambito delle inchieste antimafia Reset e Recovery, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.

Nell'ambito del procedimento Reset, celebrato con rito abbreviato, la donna è stata condannata in primo grado, con sentenza del Gup del Tribunale di Catanzaro del 19 dicembre 2024, alla pena di 14 anni e 4 mesi di reclusione. La sentenza non è definitiva. Secondo quanto ricostruito in quella sede, avrebbe ricoperto un ruolo di rilievo nel gruppo criminale Lanzino-Ruà-Patitucci, operante a Cosenza, occupandosi dell'intermediazione nella raccolta di denaro, della relativa contabilità e risultando coinvolta anche in vicende di natura usuraria.

Nel 2024 la stessa donna era stata inoltre raggiunta da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nell'ambito dell'inchiesta Recovery. In questo procedimento le viene contestato il ruolo di organizzatrice di un sodalizio dedito al traffico di sostanze stupefacenti, ritenuto operativo dal 2016 a Cosenza e in diversi centri della provincia.

Secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe custodito parte delle disponibilità finanziarie del gruppo, curato l'acquisto di quantitativi di droga e organizzato, anche attraverso altri soggetti, la riscossione dei proventi delle attività illecite.

Il denaro sequestrato era stato rinvenuto nel corso di una perquisizione domiciliare eseguita nel dicembre 2023 e, in quella circostanza, sottoposto a sequestro nell'ambito di un distinto procedimento penale.

I successivi accertamenti del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro avrebbero consentito di ricondurre la disponibilità della somma alle attività delittuose contestate, evidenziando anche una sproporzione rispetto alle fonti lecite di reddito dichiarate.

Il decreto rappresenta una misura provvisoria, finalizzata alla verifica dei presupposti per l'eventuale confisca del denaro. La procedura proseguirà con il contraddittorio, nel corso del quale saranno verificati la sussistenza e il permanere delle condizioni previste dalla legge.

Resta fermo il principio della presunzione di innocenza: i procedimenti penali richiamati non sono definiti con sentenza irrevocabile e la destinataria non può essere considerata colpevole fino a un'eventuale condanna definitiva.

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