Vaccarizzo, la memoria arbëreshë riparte dai bambini e dalla scuola

Disegno, musica e tradizione nella 43ª Rassegna del Costume: identità e futuro nel segno delle nuove generazioni e della comunità

A cura di Redazione
31 marzo 2026 21:00
Vaccarizzo, la memoria arbëreshë riparte dai bambini e dalla scuola - Foto: Redazione
Foto: Redazione
Condividi

Nel Salotto diffuso di Vakarici la memoria cammina sulle gambe dei bambini e diventa strumento vivo di identità e partecipazione. È attraverso il loro sguardo, la loro creatività e la loro voce che si realizza quel passaggio di testimone capace di tenere insieme passato e futuro. Su questa linea si inserisce il percorso rafforzato dall’Amministrazione Comunale, che rilancia la 43ª Rassegna del Costume intrecciando formazione, identità e coinvolgimento attivo.

A dare il via alle iniziative è il sindaco Antonio Pomillo, che annuncia il concorso di disegno “Il costume arbëreshe visto con gli occhi di un bambino”, destinato agli alunni delle scuole primarie delle comunità arbëreshe. Un progetto che nasce all’interno dei laboratori preparatori della kermesse, tra le più longeve dell’intero panorama culturale dell’Arberia, e che punta a trasformare l’espressione artistica in un vero percorso educativo.

Nelle classi, infatti, esperti e anziani guideranno i più piccoli alla scoperta del significato simbolico degli abiti tradizionali, dei colori e degli ornamenti, restituendo valore e profondità a una tradizione che continua a vivere nel quotidiano. I disegni realizzati saranno poi esposti al Museo del Costume e degli Ori Arbëreshë, all’interno di una mostra temporanea e itinerante pensata anche come attrazione culturale e turistica.

Accanto al linguaggio visivo prende forma anche quello musicale, altro pilastro della memoria collettiva. Il laboratorio guidato dalla docente Emiliana Oriolo, esperta di canto tradizionale arbëresh, accompagnerà studenti e giovani alla scoperta dei vjershe, i canti identitari della comunità. Un percorso che unisce studio, ascolto e restituzione, recuperando il valore rituale e sociale della musica arbëreshë.

Fondamentale il contributo del mondo scolastico, con il coinvolgimento dell’Istituto Omnicomprensivo di San Demetrio Corone. L’Amministrazione Comunale ha espresso ringraziamenti alla dirigente Concetta Smeriglio, alla maestra Francesca Servidio e alla professoressa Demetra Minisci per la collaborazione e la sensibilità dimostrate. Alla presentazione dei laboratori erano presenti anche il presidente del consiglio comunale Francesco Godino, il direttore artistico della Rassegna Roberto Cannizzaro, la docente Emiliana Oriolo e la direttrice organizzativa Katia Cannizzaro.

Dentro la visione del Salotto Diffuso di Vakarici, la scuola si conferma così laboratorio permanente di identità e cittadinanza. Una comunità che non si limita a conservare la tradizione, ma la interpreta e la rilancia attraverso le nuove generazioni, trasformando ogni gesto creativo in un ponte tra memoria e futuro

Segui CosenzaOk