Sole nuovo comandante dei Carabinieri a Reggio Calabria: “Continuità e lotta alla ‘ndrangheta”
Sono queste le direttrici lungo le quali si svilupperà l'azione del colonnello Massimiliano Sole, nuovo comandante provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria
REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Continuità investigativa, contrasto alla ‘ndrangheta e una presenza dello Stato sempre più vicina ai cittadini, anche nelle realtà più piccole e periferiche. Sono queste le direttrici lungo le quali si svilupperà l’azione del colonnello Massimiliano Sole, nuovo comandante provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, che si è ufficialmente insediato alla guida del Comando di via Aschenez, raccogliendo il testimone dal colonnello Cesario Todaro. Nel suo primo incontro con gli organi di informazione, Sole ha tracciato le linee guida del nuovo incarico, ribadendo la volontà di proseguire nel solco del lavoro svolto dal predecessore e di consolidare ulteriormente l’attività dell’Arma sul territorio provinciale. Un impegno che coniuga il rafforzamento delle capacità investigative contro la criminalità organizzata con un’attenzione costante ai fenomeni delinquenziali che incidono direttamente sulla quotidianità delle persone e sulla percezione della sicurezza.
“Voglio ringraziare il colonnello Cesario Todaro, e non finirò mai di farlo, perché ha svolto un lavoro straordinario”, ha dichiarato il nuovo comandante provinciale. “La mia linea di comando sarà in assoluta continuità con quanto fatto finora, naturalmente con grande attenzione al contesto investigativo”. Una continuità che non significa soltanto proseguire le attività già avviate, ma anche valorizzare il patrimonio di conoscenze maturato dall’Arma in un territorio complesso, nel quale la presenza della ‘ndrangheta richiede capacità di analisi, incisività operativa e una costante collaborazione tra gli apparati dello Stato. La lotta alla criminalità organizzata rimarrà, dunque, una priorità, senza trascurare quei reati che, pur presentando una minore complessità investigativa, alimentano un forte allarme sociale e colpiscono soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione. Tra questi, un’attenzione particolare sarà riservata alle truffe ai danni degli anziani, con specifico riferimento al raggiro del cosiddetto finto carabiniere. Un fenomeno odioso, che sfrutta la fiducia riposta nelle istituzioni e la fragilità delle vittime per sottrarre denaro e beni. Proprio il giorno precedente all’incontro con la stampa, i militari della Stazione di San Ferdinando avevano arrestato in flagranza un uomo accusato di essersi finto appartenente all’Arma per truffare un’anziana. Un episodio che conferma l’importanza di un’attività di prevenzione capillare, accompagnata dalla capacità di intervenire tempestivamente per tutelare le persone più esposte. Il contrasto alla criminalità, ha sottolineato Sole, passa anche attraverso la capacità delle istituzioni di trasmettere sicurezza e fiducia, incoraggiando i cittadini a denunciare e a non lasciarsi condizionare dalla presenza delle organizzazioni mafiose.
“I cittadini devono avere fiducia nei Carabinieri e nelle istituzioni. Non devono avere paura di alzare la testa contro il fenomeno della ‘ndrangheta, perché le istituzioni ci sono e sono al loro fianco, anche nelle realtà più distanti dai centri più grandi”, ha affermato. Parole che richiamano il valore della prossimità quale elemento essenziale dell’azione dell’Arma, soprattutto in una provincia caratterizzata da una particolare conformazione geografica, con numerosi piccoli centri e località distanti dai principali poli urbani. In questo contesto, le 88 stazioni dei Carabinieri distribuite sul territorio rappresentano un presidio fondamentale di legalità, ascolto e assistenza, oltre che un punto di riferimento quotidiano per le comunità. “Le nostre 88 stazioni sono lì per servire la popolazione e contribuire a far rialzare questa terra, che peraltro lo sta già facendo da diverso tempo”, ha aggiunto il comandante, evidenziando la necessità che la presenza dello Stato sia concreta, riconoscibile e costante anche nei territori più periferici. “È necessario che anche nei centri più piccoli il segno dello Stato, attraverso l’Arma dei Carabinieri, sia forte e ben percepibile”, ha spiegato Sole. Un principio che pone al centro del mandato il rapporto diretto con le comunità locali, nella consapevolezza che la sicurezza non si costruisce soltanto attraverso le operazioni investigative, ma anche mediante la prevenzione, l’ascolto e la capacità di rispondere alle esigenze dei cittadini. L’incontro nella sede di via Aschenez è stato anche l’occasione per presentare il nuovo assetto di alcuni dei principali reparti dell’Arma nella provincia reggina, con l’arrivo di ufficiali destinati a incarichi di responsabilità nei settori operativo e territoriale.
Alla guida del Reparto Operativo dei Carabinieri di Reggio Calabria è arrivato il tenente colonnello Pierangelo Iannicca, mentre il tenente colonnello Francesco Di Pinto assume il comando del Gruppo Carabinieri di Locri. Il capitano Alessandro Bonsignore è il nuovo comandante della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria; il capitano Francesco Severi guiderà la Compagnia di Melito Porto Salvo, il capitano Emanuele Palombi quella di Locri e il capitano Guido Rosati la Compagnia di Palmi. Un rinnovamento degli incarichi che si inserisce nel quadro di un’organizzazione chiamata a mantenere elevata la capacità di risposta alle diverse esigenze del territorio, assicurando coordinamento operativo, presenza quotidiana e tempestività d’intervento. Spazio anche alla formazione delle nuove generazioni dell’Arma. Nel corso dell’incontro sono stati presentati sei marescialli allievi, frequentatori del terzo anno della Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze, attualmente impegnati nei reparti della provincia di Reggio Calabria nell’ambito del programma Training on the Job.
Si tratta di un percorso che consente agli allievi di affiancare il personale già in servizio, confrontandosi direttamente con le attività operative e con le molteplici esigenze legate al rapporto quotidiano con il territorio e i cittadini. Un’esperienza sul campo destinata ad arricchire la preparazione acquisita durante il percorso formativo, mettendo i futuri marescialli a contatto con realtà differenti e con le responsabilità che accompagnano il servizio nell’Arma. La formazione pratica rappresenta, infatti, un passaggio significativo nella costruzione delle competenze necessarie per assumere futuri incarichi di comando, a partire proprio dalle stazioni, primo e fondamentale punto di contatto tra i Carabinieri e la popolazione. Nel delineare le prospettive del nuovo mandato, il colonnello Sole ha infine richiamato l’importanza della sinergia tra le istituzioni e della collaborazione con le altre forze di polizia. Una necessità particolarmente avvertita in un contesto nel quale la complessità dei fenomeni criminali impone un’azione coordinata, capace di integrare competenze, informazioni e risorse. “Di fronte a un fenomeno complesso come quello della criminalità organizzata, la squadra dello Stato deve essere più che mai compatta”, ha concluso Sole, indicando nella coesione istituzionale e nella fiducia dei cittadini due presupposti essenziali per proseguire il percorso di tutela della legalità nella provincia reggina.
– foto xs9/Italpress –
(ITALPRESS).
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