Pronti al cambio dell'ora? Ecco quando sposteremo le lancette
Mentre l'ora legale ci regala più luce la decisione sull'abolizione del doppio orario resta in bilico
Il passaggio all'ora legale non è solo una convenzione burocratica o una strategia per il risparmio energetico; è, a tutti gli effetti, il segnale psicologico che la bella stagione è entrata nel vivo. Con lo spostamento in avanti delle lancette, la nostra percezione del tempo cambia: le giornate sembrano distendersi, offrendo quella luce extra che ci invita a uscire, a fare sport all'aperto o semplicemente a goderci la luce naturale che stimola la nostra produzione di serotonina e migliora il nostro umore.
Alla fine di marzo, poco dopo il benvenuto alla primavera, diremo addio a un'ora di sonno e ai grigiori invernali per accogliere pomeriggi più lunghi e tramonti posticipati. Infatti, nella notte tra il 28 e il 29 marzo, ultima domenica del mese, l'ora solare cederà il passo all'ora legale: alle 2:00 del mattino sposteremo le lancette in avanti fino alle 3:00.
Nonostante i benefici, il corpo può impiegare qualche giorno ad abituarsi al nuovo ritmo, un piccolo prezzo da pagare per iniziare finalmente a contare i passi che ci separano dall'estate.
L'abolizione del cambio dell'ora
Anche se il rito continua a ripetersi, il dibattito sul tema è acceso da anni. L’idea di eliminare il cambio dell’ora non è recente, infatti la proposta iniziò a prendere forma nel 2018, quando la Commissione Europea avviò una consultazione pubblica per valutare l’opinione dei cittadini sul tema: al sondaggio parteciparono 4,6 milioni di persone, di cui l’84% si dichiarò favorevole allo stop, un vero e proprio record. Nonostante l'approvazione nel 2019 da parte del Parlamento Europeo, che annunciò che ogni Stato avrebbe potuto scegliere il proprio orario standard, il processo si è fermato al momento dei negoziati con il Consiglio dell'Ue, l'organo che riunisce i ministri competenti di ogni Stato membro.
Molti Paesi si sono infatti mostrati scettici, mentre invece servirebbe una maggioranza qualificata: ciò, insieme al timore che ogni governo scegliesse un orario, diverso rendendo un incubo commerci e trasporti, e all'emergere di altre priorità politiche ha fatto sì che il tema scivolasse in fondo all'agenda politica. In vista della scadenza del calendario delle date del cambio dell'ora, definito ogni cinque anni dalla Commissione Europea, un segnale di interesse è recentemente arrivato alla Spagna. Ad oggi, però, non resta che attendere eventuali sviluppi.
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