VIOLENZA

Omicidio di Silvana Sibarelli, il vescovo Savino: «La nostra terra non si consegni alla paura»

Dopo l’uccisione della donna e il ferimento di Damiano Pepe a Lattughelle, il vescovo di Cassano all’Ionio invita la comunità a reagire alla violenza. Lunedì 26 ottobre un incontro pubblico al Teatro comunale

A cura di Redazione
24 ottobre 2026 21:30
Omicidio di Silvana Sibarelli, il vescovo Savino: «La nostra terra non si consegni alla paura» - Foto: Redazione
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Cassano all'Jonio - «La nostra terra non si consegni alla paura. Restiamo uniti contro la violenza». È l’appello di monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Ionio, dopo l’uccisione di Silvana Sibarelli e il grave ferimento di Damiano Pepe, avvenuti a Lattughelle.

Il presule condanna con fermezza quanto accaduto e invita la comunità a non cedere alla rassegnazione, sottolineando che nessuno può arrogarsi il diritto di decidere della vita degli altri.

«Di fronte alla cinica barbarie delle armi, la condanna deve essere netta», afferma Savino, rivolgendosi anche agli autori della violenza: «Convertitevi! Deponete le armi, assumetevi la responsabilità del male compiuto».

Nel suo messaggio, il vescovo mette in guardia dal rischio di considerare episodi di questa gravità come semplici regolamenti di conti tra persone coinvolte in vicende private. «Non possiamo permettere che la paura diventi rassegnazione, che il silenzio lasci campo libero a chi pretende di imporsi con la forza e che si pensi che si tratta solo di regolamenti consumati “fra di loro”», dichiara.

Da qui l’invito a reagire attraverso la partecipazione e la collaborazione con le istituzioni. Savino esprime piena fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine, impegnate sul territorio, e richiama tutti alla responsabilità: denunciare, collaborare con gli investigatori, respingere ogni connivenza e sostenere chi trova il coraggio di parlare.

Lunedì l’incontro al Teatro comunale

Un primo momento di mobilitazione pubblica è previsto per lunedì 26 ottobre, alle ore 16, al Teatro comunale di Cassano all’Ionio. L’iniziativa è stata concordata dal vescovo con il sindaco Gianpaolo Iacobini e punta a esprimere una condanna collettiva della violenza e ad assumere un impegno concreto per il territorio.

«Esserci significherà affermare che nessuno può tenere in ostaggio il nostro futuro», sottolinea monsignor Savino, auspicando che dall’incontro nasca un impegno destinato a proseguire anche oltre la giornata di mobilitazione.

L’obiettivo, spiega, è trasformare l’indignazione in scelte quotidiane, educare al rispetto della vita e rendere concreta la presenza delle istituzioni accanto ai cittadini. Alle istituzioni, alle parrocchie, alle associazioni e a tutta la cittadinanza è rivolto l’invito a partecipare.

«A chi pretende di governare con le armi dobbiamo rispondere con la fermezza del diritto e con il coraggio di una cittadinanza che non arretra», conclude il vescovo, richiamando anche il ruolo della Chiesa accanto a chi soffre e a chi resiste.

Un appello che, dopo il sangue versato a Lattughelle, chiama l’intera comunità a non lasciare spazio alla paura e al silenzio.

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