Martedì Grasso: perché si chiama così e cosa celebra

Tra maschere colorate e tavole imbandite, oggi ultimo giorno di festa prima di incamminarci verso la riflessione della Quaresima

A cura di Redazione
17 febbraio 2026 07:30
Martedì Grasso: perché si chiama così e cosa celebra -
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Il Carnevale non è soltanto una data simbolica sul calendario, ma una vera e propria esplosione di vita, un periodo dove le regole si ribaltano e la quotidianità lascia spazio alla fantasia. Le nostre città si trasformano in un palcoscenico a cielo aperto e, per una volta, la maschera non serve a nascondersi, ma a rivelare: dietro un costume colorato, ognuno è libero di essere chi vuole. Ma è anche il trionfo dello stare insieme, perché nelle strade, tra una pioggia di coriandoli e il suono delle risate, si ritrova il piacere della comunità.

Il culmine della festa: il Martedì Grasso

Tutta l'atmosfera di festa raggiunge il suo picco il Martedì Grasso, che quest'anno cade oggi, ovvero l'ultimo giorno del Carnevale. Ma perché lo chiamiamo proprio così? Il nome non è casuale, ma deriva dalla secolare consuetudine di consumare, in questo giorno, tutti i cibi prelibati e "grassi" rimasti in dispensa prima che il rigore della penitenza ne proibisca l'uso: un ultimo atto di libertà, un momento in cui l'umanità celebra l'abbondanza e la vitalità prima di affrontare un periodo di riflessione.

Dopodomani infatti, con il Mercoledì delle Ceneri, inizia ufficialmente la Quaresima: un cammino di quaranta giorni che ci conduce per mano fino alla Pasqua. Se il Martedì Grasso è il trionfo dell'eccesso e del colore, la Quaresima è il tempo della sottrazione e dell'essenziale, un periodo che invita al digiuno, non solo alimentare, per ritrovare una dimensione più profonda e spirituale.

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