Longobucco, De Salazar: «Sanità non è solo ambulanza, serve un sistema vero»

Il commissario Asp Cosenza spiega i progetti per medici, telemedicina e cittadini formati al defibrillatore, senza annunci ma con metodo

A cura di Redazione
05 febbraio 2026 15:14
Longobucco, De Salazar: «Sanità non è solo ambulanza, serve un sistema vero» -
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LONGOBUCCO – Non annunci, ma metodo. Non slogan, ma scelte concrete. La sanità nelle aree interne cambia solo se smette di inseguire l’emergenza e comincia a costruire sistemi. Questo il messaggio che il commissario dell’Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar, ha affidato questa mattina ai cittadini di Longobucco, incontrati nella sala consiliare del Comune in un confronto diretto, lungo e senza sconti.

«Dobbiamo dirci la verità – ha esordito De Salazar – non è corretto pensare che l’ambulanza, da sola, sia la soluzione. L’ambulanza è uno strumento, un supporto. Ma se dietro non c’è un’organizzazione, se non c’è un sistema che funziona, allora non risolviamo nulla».

Parole nette, pronunciate davanti a una comunità che per anni ha conosciuto più promesse che servizi. «Se partiamo da presupposti sbagliati – ha continuato – non possiamo attivare nulla di serio. Io non sono qui per raccontarvi una strada che non porta da nessuna parte. Sono qui per dirvi cosa stiamo facendo e qual è il progetto vero».

De Salazar ha illustrato il progetto passo dopo passo. «L’ambulanza l’avete vista – ha spiegato – ma non mi fermo lì. Vi invito a vedere l’ambulatorio territoriale, a pochi chilometri da qui. Ci sono quattro infermieri formati, professionisti capaci di intervenire anche in caso di emergenza cardiaca. Un grande schermo per la telemedicina collega direttamente alla centrale operativa: i medici possono intervenire in tempo reale. Questo è sanità di prossimità».

Sul fronte dei medici, il commissario ha sottolineato: «Abbiamo trovato due medici per la guardia medica perché hanno detto sì. Nessuno viene imposto. I medici devono scegliere di esserci. Noi creiamo le condizioni, ma servono disponibilità reali». E sui medici di famiglia: «Abbiamo rinnovato la richiesta per questa zona. So che non è semplice, ma voglio parlarci, confrontarmi. Le soluzioni non si trovano chiudendosi negli uffici».

Un passaggio significativo riguarda il coinvolgimento diretto della comunità. «Qui il tempo è fondamentale – ha spiegato De Salazar – e per questo avvieremo un progetto per formare 30-40 cittadini all’uso del defibrillatore. Avere persone preparate sul territorio significa salvare vite. Questa non è teoria, è pratica. È una sanità che coinvolge i cittadini, li rende parte della soluzione».

Non sono mancati momenti di intensità personale. «Sono stato criticato – ha detto – ma non mi interessa né la gloria né mettere una bandierina. Quando sono arrivato qui non c’era nulla. Oggi qualcosa c’è. Io non lavoro per gli applausi, lavoro per risolvere problemi».

«Vi dico con chiarezza – ha aggiunto – io mi sbatto l’anima. Ma serve che ce la sbattiamo insieme. Troviamo una mediazione, costruiamo il progetto insieme. Se mi chiedete cose che non posso fare, mi mettete in crisi. Ma se lavoriamo insieme, farò tutto ciò che è nelle mie possibilità».

Accanto a lui, il sindaco Giovanni Pirillo ha sottolineato il valore istituzionale dell’incontro e il percorso avviato anche grazie al confronto con il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. «La presenza di De Salazar oggi dimostra che gli impegni non restano sulla carta. C’è una volontà concreta di confrontarsi con la popolazione e dare risposte strutturali».

Il messaggio finale del commissario è stato chiaro: «Questi territori non sono marginali. Qui non si vive di passaggio. Qui si vive davvero. Chi vive qui ha diritto a una sanità moderna, dignitosa, stabile. Questa è la sfida. Ed è una sfida che io non intendo abbandonare».

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