Gioia Tauro, maxi sequestro di cocaina: 400 kg nel porto

Colpo della Guardia di finanza in tre operazioni: droga nascosta tra container, mare e nave, un arresto e traffico da 60 milioni bloccato

A cura di Redazione
31 marzo 2026 07:19
Gioia Tauro, maxi sequestro di cocaina: 400 kg nel porto - Foto Uff. Stampa Guardia di Finanza
Foto Uff. Stampa Guardia di Finanza
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Colpo durissimo al narcotraffico internazionale nel porto di Gioia Tauro, dove la Guardia di finanza di Reggio Calabria ha sequestrato quasi 400 chilogrammi di cocaina purissima in tre operazioni distinte condotte nell’arco di una sola settimana. Un intervento che conferma il ruolo strategico dello scalo calabrese nei traffici globali e, allo stesso tempo, la costante pressione investigativa delle forze dell’ordine.

L’azione si inserisce in un piano di controlli rafforzati su tutto il sedime portuale, con ispezioni mirate sui container in transito, spesso utilizzati dalle organizzazioni criminali per occultare ingenti quantitativi di droga destinati ai mercati europei.

Nel dettaglio, una prima partita di stupefacente è stata individuata all’interno di un container proveniente dal Nord America e diretto in Medio Oriente, ufficialmente carico di legname. Fondamentale l’intervento congiunto con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, grazie all’utilizzo di scanner e al fiuto delle unità cinofile, che hanno permesso di scoprire la cocaina nascosta tra la merce.

Un secondo sequestro è avvenuto sul litorale adiacente allo scalo portuale, dove un soggetto è stato arrestato mentre tentava di recuperare un carico appena trasferito via mare con una piccola imbarcazione, in una chiara operazione di esfiltrazione.

L’ultimo intervento ha visto protagonisti i sommozzatori dei Reparti Operativi Aeronavali della Guardia di finanza di Vibo Valentia e Palermo, che durante un’ispezione subacquea hanno rinvenuto lo stupefacente abilmente nascosto in un vano ricavato nelle prese a mare della chiglia di una nave proveniente dal continente americano.

Complessivamente sono stati sequestrati 309 panetti di cocaina purissima che, una volta immessi sul mercato dopo le operazioni di taglio, avrebbero potuto generare un giro d’affari stimato in circa 60 milioni di euro.

Gli atti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Palmi, guidata dal procuratore Emanuele Crescenti, per la convalida delle operazioni e il prosieguo delle indagini

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