“Discute la città”, Bianca Rende: «Sanità al collasso, diritto alla salute negato»
Dati allarmanti e testimonianze forti a Cosenza: liste d’attesa, migrazione sanitaria e dubbi sul nuovo ospedale Hub
Un diritto sancito dalla Costituzione che nella quotidianità di migliaia di calabresi si trasforma in un percorso a ostacoli. È da questa frattura che prende avvio il secondo appuntamento del ciclo “Discute la città”, promosso dalla consigliera comunale di Cosenza Bianca Rende, un’iniziativa pensata per affrontare in maniera diretta e partecipata i grandi temi della comunità urbana, dopo una prima fase di ascolto dei comitati civici.
Al centro del dibattito, la sanità, definita da Rende come un diritto fondamentale, ma spesso negato: «Il diritto alla salute non è sempre garantito. Un diritto minimo e irrinunciabile viene esercitato con enorme difficoltà». A sostegno, i numeri del 2025: circa 600mila calabresi hanno rinunciato a curarsi, e il 79% di chi ha avuto accesso alle cure lo ha fatto in privato, spendendo in media 225 euro a prestazione. La migrazione sanitaria è una conseguenza inevitabile: «Prestazioni diagnostiche fondamentali diventano inaccessibili per liste d’attesa interminabili o per esaurimento dei budget nel privato convenzionato», spiega la consigliera.
Numerosi gli interventi al dibattito, con esponenti istituzionali e del mondo associativo. Grande commozione ha suscitato l’intervento di Caterina Perri, vedova di Serafino Congi, deceduto a San Giovanni in Fiore per il mancato arrivo di un’ambulanza medicalizzata. «Su queste morti bisogna arrivare alla verità e alle responsabilità», ha sottolineato Rende.
La situazione dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza è drammatica: meno di 400 posti letto disponibili su 777 previsti, pronto soccorso intasato, ambulanze in fila, personale insufficiente. Il nuovo ospedale Hub, previsto ad Arcavacata, solleva dubbi: «Un ospedale deve rispondere prima di tutto ai bisogni dei malati». La proposta emersa: due strutture distinte, con nuove risorse, senza sottrarre fondi all’emergenza attuale.
Allarme anche per la trasformazione dell’Annunziata in Cittadella della Salute: riduzione dei posti letto e rischio di pazienti “parcheggiati”. I tempi stretti del PNRR Sanità rendono urgente l’intervento. «Serve personale adeguato, strutture e tecnologie moderne», conclude Rende, chiedendo una vertenza con Regione e Stato.
L’incontro si è chiuso con l’impegno a redigere un documento da portare sui tavoli istituzionali: «Deve partire forte la richiesta della cittadinanza», perché la sanità calabrese non diventi un privilegio per pochi.
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