Cosenza - Cadaveri lungo le coste, Flai Cgil: «Non giustifichiamo il silenzio»

La segretaria generale Alessia Costabile: «Le politiche migratorie hanno generato un cono d’ombra in cui le vite umane smettono di essere visibili»

A cura di Redazione
18 febbraio 2026 12:00
Cosenza - Cadaveri lungo le coste, Flai Cgil: «Non giustifichiamo il silenzio» - Alessia Costabile, Segretaria generale Flai Cgil Cosenza - Foto: Flai Cgil Cosenza
Alessia Costabile, Segretaria generale Flai Cgil Cosenza - Foto: Flai Cgil Cosenza
Condividi

Cosenza - Il ritrovamento di cadaveri lungo le coste calabresi di Scalea, Amantea, Paola e Tropea (LEGGI QUI) conferma le forti preoccupazioni della Flai Cgil nazionale. Lo sottolinea la segretaria generale della Flai Cgil Cosenza, Alessia Costabile: «Le politiche migratorie hanno generato un cono d’ombra in cui le vite umane smettono di essere visibili». Secondo i dati diffusi da Mediterranea Saving Humans, sommando notizie ufficiali e testimonianze raccolte da Refugees in Libia e Tunisia, potrebbero essere 1000 i migranti dispersi nel Mediterraneo durante il ciclone Harry, una tempesta di inaudita violenza con onde di 16 metri e raffiche di vento cicloniche. «Mentre i governi rivendicano il calo degli sbarchi, le testimonianze rilanciate da Mediterranea raccontano una realtà diametralmente opposta».

Le ricostruzioni collegano la tragedia a otto diverse imbarcazioni partite da Sfax, in Tunisia, tra il 14 e il 21 gennaio 2026, giorni in cui il Mediterraneo centrale è stato investito dal ciclone. Altre partenze sarebbero avvenute lungo la costa tunisina a partire dal 15 gennaio.

«Non giustifichiamo il silenzio»

Costabile evidenzia come ci troviamo di fronte alla più grande tragedia degli ultimi anni lungo le rotte del Mediterraneo centrale, ricordando anche la strage di Cutro del 2023: «Oggi come nel 2023, una tragedia evitabile, se ci fosse stata la volontà di arginarla. Una catastrofe che si configura come il risultato di un sistema che ha deliberatamente indebolito la rete di salvataggio proprio mentre la crisi climatica rendeva il mare ancora più ostile».

Il ciclone Harry e altri eventi meteorologici estremi hanno reso ancora più evidente la fragilità delle politiche di soccorso: «Ha stracciato qualsiasi brandello di giustificazione a politiche che, ignorando i segnali d’allarme, hanno trasformato un uragano annunciato in un massacro più che prevedibile».

Pur riconoscendo le difficoltà causate dalle calamità che stanno colpendo la Calabria – frane, allagamenti, crolli e aziende agricole devastate – Costabile lancia un appello alle istituzioni: «Non giustifichiamo il silenzio assordante delle istituzioni in merito a queste tragedie».

Un monito chiaro: la sicurezza delle rotte migratorie e la tutela delle vite umane devono tornare al centro delle politiche pubbliche, soprattutto in un contesto climatico sempre più imprevedibile.

Segui CosenzaOk