Castrovillari, Santoianni: «Sui giovani servono soluzioni, non divieti»

La consigliera regionale interviene sulla proposta di vietare i raduni notturni alla “villetta gialla”: «Servono spazi sicuri, sport, cultura e aggregazione»

A cura di Redazione
16 settembre 2026 13:00
Castrovillari, Santoianni: «Sui giovani servono soluzioni, non divieti» - Foto Uff stampa Arca Comunication
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CASTROVILLARI (CS) – «Sui giovani servono soluzioni, non divieti». È il messaggio della consigliera regionale Elisabetta Santoianni, presidente della VI Commissione, intervenuta sulla proposta del consigliere regionale Riccardo Rosa di vietare attraverso un’ordinanza i raduni notturni alla cosiddetta “villetta gialla” di Castrovillari.

«Leggo la proposta del consigliere regionale Riccardo Rosa di vietare con un’ordinanza i raduni notturni alla “villetta gialla” di Castrovillari. Credo che su temi così delicati servano meno soluzioni semplicistiche e più capacità di affrontare i problemi nella loro complessità», afferma Santoianni.

Secondo la consigliera, l’Amministrazione comunale si sarebbe già attivata per rendere gli spazi maggiormente controllati e fruibili.

«Il sindaco di Castrovillari si è già attivato per rendere quegli spazi più controllati, sicuri e vivibili, dimostrando attenzione sia alle legittime esigenze dei residenti sia a quelle dei ragazzi che hanno bisogno di luoghi nei quali incontrarsi».

«LE REGOLE VANNO RISPETTATE, MA VIETARE NON RISOLVE»

Santoianni riconosce la necessità di intervenire in presenza di comportamenti che violano le regole, ma contesta l'idea che il divieto possa rappresentare una soluzione definitiva.

«Se ci sono comportamenti che violano le regole, è giusto intervenire e la tranquillità dei cittadini deve essere tutelata. Ma vietare ai ragazzi di ritrovarsi in un luogo non risolve il problema. Lo sposta semplicemente altrove».

Da qui la questione posta dalla consigliera: «Chiusa la villetta ai raduni, dove dovrebbero andare questi giovani?».

Per Santoianni, il tema dell’aggregazione giovanile dovrebbe essere affrontato anche attraverso politiche capaci di creare opportunità e spazi dedicati.

«La politica non può occuparsi dei ragazzi soltanto quando diventano un problema di ordine pubblico. Deve creare opportunità prima: spazi di aggregazione, sport, cultura, musica, luoghi sicuri nei quali incontrarsi e crescere».

«UNA CITTÀ PIÙ SICURA NON È UNA CITTÀ SENZA RAGAZZI»

La consigliera regionale invita quindi a sostenere il percorso avviato dall’Amministrazione comunale e a lavorare sulla fruibilità degli spazi.

«Per questo ritengo più utile sostenere il percorso già intrapreso dall’amministrazione comunale e lavorare per migliorare e rendere fruibili questi luoghi, con regole e controlli adeguati».

La conclusione guarda al rapporto tra sicurezza e vita sociale della città: «Una città più sicura non è una città senza ragazzi nelle piazze. È una città capace di farli vivere insieme agli altri, nel rispetto di tutti».

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