Castrovillari inaugura la panchina gialla contro il bullismo

La CRPO e il Lions Club promuovono educazione, rispetto e gentilezza per costruire una comunità empatica e inclusiva

A cura di Redazione
09 febbraio 2026 20:00
Castrovillari inaugura la panchina gialla contro il bullismo -
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La CRPO ha scelto con convinzione di patrocinare l’iniziativa del Lions Club Castrovillari: l’inaugurazione di una panchina gialla nella nostra città. Siamo pienamente consapevoli dell’importanza di questo gesto, sia come simbolo che come strumento educativo.

La panchina è stata collocata nell’area più vicina a una scuola primaria, pur essendo in una zona di passaggio cittadino, una scelta significativa che permette di lanciare un messaggio chiaro a un pubblico ampio, dai più piccoli agli adulti.

Oggi sappiamo che diversi fattori possono ridurre le capacità empatiche, soprattutto nei giovani, e che episodi di bullismo e cyberbullismo si manifestano purtroppo già a partire dalla scuola primaria, segnando negativamente i percorsi di crescita.

La panchina gialla ci invita a riflettere su valori fondamentali: il rispetto dell’altro e il riconoscimento di ciascuno come pari. Questi sono i primi mattoni su cui costruire una comunità civile.

Il bullismo non è uno scherzo, non è una fase della crescita e non va minimizzato. È una ferita che colpisce la dignità, l’autostima e la libertà di essere sé stessi. Quando anche un solo ragazzo o una sola ragazza si sente escluso, deriso o spaventato, tutta la comunità ne esce impoverita.

Contrastare il bullismo è una responsabilità collettiva. È compito della scuola, delle famiglie e delle istituzioni proteggere i più giovani, soprattutto attraverso educazione e prevenzione.

Una società più giusta nasce dai piccoli gesti quotidiani di rispetto. Impegniamoci ogni giorno a praticare gentilezza e a educare al rispetto: così costruiremo insieme una comunità educante, unita nella promozione del benessere psicofisico e della felicità, favorendo lo sviluppo dell’empatia nelle nuove generazioni.

La violenza divide. L’empatia unisce.

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