Cassano, il sindaco Iacobini dopo l’attentato a Lattughelle: «Giù le mani dalla città»
Il primo cittadino chiederà al Prefetto la convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Lunedì assemblea con il vescovo Francesco Savino
CASSANO ALL’IONIO - «Giù le mani dalla città». È il grido lanciato dal sindaco Gianpaolo Iacobini dopo l’attentato avvenuto nella notte in contrada Lattughelle, un episodio che il primo cittadino riconduce, per modalità e ferocia, alla criminalità organizzata.
«È un grido di dolore e di libertà, sono le parole che sento di dover pronunciare, senza esitazioni», afferma Iacobini, che richiama l’attenzione sulla gravità di quanto accaduto e sulla necessità di una risposta concreta da parte delle istituzioni.
Per il sindaco, accanto agli interventi di prevenzione, formazione e sviluppo socio-economico, è indispensabile rafforzare nell’immediato il controllo del territorio. Iacobini chiede un’azione più incisiva da parte delle forze dell’ordine e una risposta giudiziaria più rapida, accompagnate da un impegno civile maggiormente visibile ed efficace.
Le prime iniziative istituzionali sono già state annunciate. Nelle prossime ore il sindaco formalizzerà al Prefetto la richiesta di convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, affinché vengano valutate e adottate tutte le misure ritenute necessarie.
Un secondo appuntamento è previsto per lunedì pomeriggio, quando Iacobini, insieme al vescovo monsignor Francesco Savino, promuoverà un’assemblea pubblica per discutere dell’attentato e individuare le iniziative da intraprendere.
L’obiettivo è coinvolgere la comunità e le istituzioni in una presa di posizione comune contro la violenza e le intimidazioni. «Insieme, tutti insieme, per riaffermare un principio, una necessità, un grido: giù le mani dalla città», conclude il sindaco.
Un appello che accompagna la richiesta di maggiore sicurezza per Cassano all’Ionio e di una risposta condivisa davanti a un episodio che ha scosso la comunità.
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