Carpanzano, la Rovellese cerca spazio sul mercato: «Serve fare rete»
Alla XX Sagra della Castagna il confronto sulla filiera: produttori penalizzati dai prezzi e dalla frammentazione, l'obiettivo è rilanciare una varietà simbolo del territorio
Carpanzano - La castagna Rovellese è una risorsa agricola legata alla storia e all'identità di Carpanzano, ma il suo valore non sempre trova un adeguato riconoscimento sul mercato. Da questa criticità è partito il confronto ospitato nella Sala consiliare del Comune, nell'ambito della XX Sagra della Castagna, durante il convegno “La filiera del castagno: sfide e prospettive”, promosso da Italia Nostra, sezione di Cosenza.
All'incontro hanno partecipato il sindaco Valerio Vigliaturo, la presidente della Pro Loco Chiara Manfredi, produttori, proprietari di castagneti e cittadini. A introdurre, coordinare e concludere i lavori è stata Luciana De Rose, presidente della sezione cosentina di Italia Nostra.
Rovellese, il problema è anche commerciale
Uno dei temi centrali ha riguardato le difficoltà incontrate dai castanicoltori nella vendita del prodotto. La Rovellese, apprezzata per le sue caratteristiche qualitative e profondamente legata alla tradizione locale, rischia di non garantire ai produttori una remunerazione adeguata ai costi e al lavoro necessari per la coltivazione e la raccolta.
Una situazione che può scoraggiare la manutenzione dei castagneti e favorire l'abbandono delle aree agricole montane.
Sul tema è intervenuto Giorgio Durante, presidente dell'Accademia delle Tradizioni Enogastronomiche di Calabria e coordinatore didattico dell'ITS Iridea Academy, con una relazione dedicata a “Castagni e castagneti: una filiera sostenibile”.
Durante ha individuato nella frammentazione della produzione e nella scarsa propensione all'associazionismo alcune delle principali debolezze del comparto.
«Occorre fare rete per sottrarre i produttori alle logiche imposte dagli intermediari», è il messaggio al centro del suo intervento. La mancanza di un'organizzazione comune, infatti, limita la capacità dei singoli castanicoltori di negoziare i prezzi e di raggiungere direttamente nuovi mercati.
Tra le possibili soluzioni figurano la creazione di associazioni, cooperative e consorzi, strumenti che potrebbero consentire di concentrare l'offerta, rafforzare il potere contrattuale, sviluppare attività di trasformazione e individuare nuovi canali di vendita.
Il valore storico della castagna
Durante ha ripercorso anche il ruolo che la castagna ha avuto nell'economia delle comunità rurali calabresi. Per generazioni, soprattutto nelle aree interne, questo frutto ha rappresentato una risorsa alimentare essenziale, tanto da essere definito il pane dei poveri.
Fresca, arrostita, bollita, essiccata o trasformata in farina, la castagna permetteva alle famiglie di disporre di una riserva alimentare nei periodi di maggiore difficoltà. Il suo utilizzo si estendeva anche all'allevamento, con particolare riferimento all'alimentazione dei suini.
Il castagneto faceva quindi parte di un sistema agricolo integrato, nel quale le risorse venivano impiegate per diversi scopi, riducendo gli sprechi e contribuendo all'economia familiare. Un modello che richiama i principi dell'economia circolare oggi promossi anche in agricoltura.
Luciana De Rose ha invece approfondito la dimensione storica e culturale della castagna, ricordandone il ruolo nelle civiltà mediterranee fin dall'antichità e il legame con la vita delle popolazioni montane.
La tutela di questa produzione, è emerso dal confronto, riguarda dunque non soltanto l'agricoltura, ma anche le conoscenze tradizionali, le pratiche colturali, la biodiversità e il paesaggio.
Formazione e nuove opportunità per i produttori
Un altro tema affrontato è stato il rapporto tra formazione tecnica e sviluppo della filiera. In questo ambito, l'ITS Iridea Academy può contribuire alla preparazione di figure specializzate e alla diffusione di competenze utili per innovare le pratiche agricole, migliorare la trasformazione dei prodotti e sviluppare strategie di commercializzazione.
La qualità della castagna, da sola, non basta a garantire la competitività. Servono organizzazione, promozione e capacità di costruire un'offerta riconoscibile, in grado di raggiungere nuovi consumatori e generare maggior valore per chi coltiva.
Per la Rovellese, l'obiettivo è trasformare una produzione legata alla tradizione in un'opportunità economica concreta, capace di sostenere le aziende agricole e favorire la continuità della coltivazione.
La sagra come occasione di confronto
La XX Sagra della Castagna, organizzata dalla Pro Loco con il coinvolgimento delle istituzioni e delle associazioni locali, ha offerto anche uno spazio di discussione sulle prospettive economiche del territorio.
Il confronto ha riportato al centro una questione decisiva per il futuro della castanicoltura: riconoscere alla Rovellese un valore commerciale adeguato e creare le condizioni perché i produttori possano beneficiare della qualità del proprio lavoro.
L'aggregazione della filiera, il rafforzamento dei canali di vendita e il collegamento con la formazione possono rappresentare alcuni dei passaggi necessari per contrastare l'abbandono dei castagneti.
Per Carpanzano, la sfida è fare della Rovellese non soltanto un simbolo della tradizione locale, ma una risorsa capace di produrre reddito, tutelare il paesaggio e sostenere lo sviluppo delle aree interne calabresi.
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