Calabria - Lavoratori della sanità privata in stato di agitazione

Contratti fermi da 8 e 13 anni, i sindacati chiedono rinnovi immediati e tutele equiparate al pubblico

A cura di Redazione
13 febbraio 2026 15:30
Calabria - Lavoratori della sanità privata in stato di agitazione -
Condividi

Calabria - È davvero senza fine la vertenza per il rinnovo dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro della sanità privata, Aiop Rsa e Aris Rsa, che registra ormai un ritardo inaccettabile da parte delle due associazioni. Il mancato rinnovo del CCNL AIOP/ARIS per i lavoratori che operano nelle strutture della sanità privata accumula un ritardo di otto anni, mentre i CCNL AIOP RSA e ARIS RSA registrano un ritardo addirittura di tredici anni, con il risultato di una cornice normativa ormai datata e di salari non più adeguati, privi di reali rivalutazioni del potere d’acquisto.

Stallo negoziale

È forte la preoccupazione per uno stallo negoziale determinato, da un lato, dalla scelta delle associazioni datoriali di subordinare l’apertura del tavolo di rinnovo del CCNL alla copertura integrale dei costi da parte delle Regioni e, dall’altro, da un quadro ancora insufficiente sul versante RSA dove, pur con l’apertura di tavoli di trattativa, non sono stati dati reali segnali di disponibilità a raggiungere in tempi brevi i rinnovi contrattuali.

“Non è più tollerabile che lavoratrici e lavoratori attendano da otto e tredici anni il rinnovo dei propri contratti”, dichiarano le Segreterie di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL Calabria. “Il blocco dei rinnovi sta compromettendo diritti fondamentali, il potere d’acquisto dei salari e la qualità stessa dei servizi erogati.”

Il ruolo delle RSA

Le RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) sono strutture extra-ospedaliere a carattere sanitario, dedicate principalmente ad anziani o adulti disabili che non possono essere assistiti a domicilio e necessitano di cure mediche, infermieristiche e riabilitative a tempo pieno, oltre al supporto nelle attività quotidiane come alimentazione, igiene personale e mobilità. Si tratta di strutture fondamentali soprattutto in Calabria, dove il sistema sociosanitario presenta carenze strutturali.

“A fronte di compiti così delicati – proseguono i sindacati – è inaccettabile che non si riesca a far comprendere alle parti datoriali che per garantire servizi di qualità in settori che hanno in carico persone fragili è indispensabile valorizzare il personale. A parità di lavoro devono essere garantite le stesse tutele e gli stessi diritti riconosciuti al personale del pubblico.” Fondamentale, secondo le organizzazioni sindacali, è anche il coinvolgimento degli attori istituzionali deputati al controllo e all’accreditamento delle strutture.

“Chiediamo che gli accreditamenti siano subordinati all’applicazione di CCNL che garantiscano condizioni di lavoro dignitose e che siano sottoscritti dalle sigle sindacali maggiormente rappresentative”, affermano FP CGIL, CISL FP e UIL FPL.

Mobilitazione in Calabria

La situazione ha portato le Segreterie nazionali delle tre organizzazioni a proclamare lo stato di agitazione del personale. “La mobilitazione non si fermerà fino a quando non si arriverà al giusto rinnovo dei contratti collettivi”, concludono i rappresentanti sindacali. Anche in Calabria, dove la situazione è particolarmente delicata per le note criticità del sistema socio-sanitario, i lavoratori delle strutture della sanità privata e delle RSA che applicano i CCNL AIOP e ARIS aderiscono allo stato di agitazione.

Le Segreterie regionali invitano inoltre la Direzione strategica di Azienda Zero ad effettuare i dovuti controlli per verificare il rispetto delle norme che disciplinano non solo il rapporto di lavoro, ma anche la qualità della vita e il benessere organizzativo di lavoratori e assistiti.

Segui CosenzaOk