Bisignano, un anno di crescita alla Sezione Primavera Maya

Dalle api alle tradizioni, dalle prime autonomie all’educazione stradale: un percorso educativo costruito su relazioni, emozioni e scoperta, nel segno del “fare insieme”.

A cura di Redazione
16 settembre 2026 17:30
Bisignano, un anno di crescita alla Sezione Primavera Maya - Foto: Uff. Stampa Pedagogista Teresa Pia Renzo
Foto: Uff. Stampa Pedagogista Teresa Pia Renzo
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Bisignano – Autonomia, inclusione, rispetto, appartenenza, amicizia sono parole che, nella prima infanzia, non possono essere spiegate soltanto con una definizione. Per diventare comprensibili agli occhi di un bambino devono trasformarsi in azione, in emozione ed esperienza. È in questo solco pedagogico che si è mosso l’anno educativo della Sezione Primavera del plesso Giardini di Bisignano, servizio gestito dalla Cooperativa Maya, dove ogni attività è stata pensata non per riempire il tempo, ma per dare forma alla crescita.

PEDAGOGISTA RENZO: NELLA PRIMA INFANZIA I GRANDI VALORI PASSANO DAL FARE

È la pedagogista Teresa Pia Renzo, direttrice della Cooperativa Maya, a tracciare il senso del percorso svolto con i bambini nel corso dell’anno. Un cammino costruito dentro la quotidianità educativa, insieme all’Istituto Comprensivo G. Pucciano, con le famiglie, la comunità locale, le Istituzioni e le realtà territoriali coinvolte nelle diverse esperienze. Il metodo è rimasto sempre lo stesso: avvicinare i bambini ai grandi temi della vita attraverso linguaggi adatti alla loro età, evitando astrazioni e privilegiando corpo, mani, emozioni, relazione e scoperta.

LA FAMIGLIA COME PRIMO LUOGO DELL’APPARTENENZA

Il percorso dedicato alla famiglia ha allargato lo sguardo oltre la ricorrenza. La grande casa con il cuore al centro ha raccontato ai bambini che la famiglia non è soltanto uno spazio fisico, ma il primo luogo nel quale ci si sente accolti, riconosciuti e protetti. E Maya ha accompagnato i piccoli a comprendere che l’amore può avere molte forme, ma una stessa funzione: dare sicurezza, costruire fiducia, aiutare ciascuno a sentirsi parte di qualcosa. Così come anche la Festa della Mamma è diventata una delle prime occasioni per trasformare l’amore in esperienza concreta che ha portato i più piccoli a costruire e dimostrare affetto soprattutto attraverso le attività manuali.

LE API COME MAESTRE DI NATURA, LAVORO E COMUNITÀ

Uno dei filoni più ricchi dell’anno è stato il progetto sulle api. Prima l’alveare costruito con chicchi di pasta dipinti, poi le api realizzate con materiali di riuso, il fiore dell’impollinazione dipinto sul muro, il percorso senso-motorio dal fiore all’alveare, l’assaggio del miele, l’osservazione dell’ape regina e il racconto del lavoro comune. Nelle attività motorie legate alle api, il bambino non ha semplicemente giocato. Ha sperimentato orientamento nello spazio, equilibrio, coordinazione, ascolto delle consegne, rispetto dei turni e partecipazione ad un obiettivo comune.

LE TRADIZIONI COME MAPPE PER NON PERDERE LE RADICI

Anche la memoria del territorio è entrata nella Sezione Primavera attraverso il gioco e la festa. Pezza u Casu, antico gioco popolare bisignanese, è entrato in classe come esperienza. Con il racconto e la presenza di Elio Todarelli, i bambini hanno incontrato una pagina della storia locale fatta di vie, comunità, abilità, turni, partecipazione e condivisione. Nello stesso orizzonte si inserisce la Festa dei Popoli, dove il girotondo, i tamburi africani, la danza Kye Kye Kola, la tarantella calabrese e la memoria della chitarra battente hanno permesso al mondo e alle radici di stare nello stesso cerchio.

IL MONDO ENTRA IN CLASSE QUANDO LE DIFFERENZE DIVENTANO RELAZIONE

L’inclusione è stata uno dei fili più evidenti dell’anno Maya. Le caramelle diverse fuori e uguali nel cuore hanno aiutato i bambini a comprendere che forme, colori, dimensioni e apparenze possono cambiare senza modificare il valore profondo di ciascuno. Il cartellone delle amicizie senza confini, con le strisce colorate a rappresentare i continenti, ha poi allargato quel messaggio alla dimensione dei popoli, delle culture e delle differenze linguistiche. Tutto è stato portato al livello della prima infanzia: osservare, scegliere, assaggiare, incollare, colorare, stare nel cerchio, scoprire che nessuna diversità deve diventare distanza.

IL GIARDINO DELLA SEZIONE PRIMAVERA COME RACCONTO DEL GRUPPO

Così come l’arte che è stata vissuta anche in questo caso come esperienza educativa e non come decorazione. Nel quadro dedicato al Giardino della Sezione Primavera, ogni tecnica di dipinto ha allenato coordinazione, motricità fine, percezione, attenzione e fiducia. Ogni elemento ha trovato posto dentro una composizione comune. Il risultato finale non ha raccontato un singolo bambino, ma il gruppo che impara a costruire insieme.

LE STELLINE DELLE AUTONOMIE, IL PIACERE DI FARE DA SOLI

Lavare le manine, mangiare da soli, usare il vasino, lasciare il ciuccio, riordinare i giochi e prendersi cura dei piccoli gesti quotidiani sono state riconosciute come conquiste vere. Con il Diploma delle autonomie e il simbolo della stellina, Maya ha reso visibile il cammino personale di ciascun bambino, senza classifiche, pressioni o confronti. Ogni progresso è stato accompagnato nel rispetto dei tempi individuali. Perché nella fascia 24-36 mesi l’autonomia non è un dettaglio organizzativo: è la prima forma di fiducia in sé stessi e il primo modo per sentirsi capaci dentro la vita di gruppo.

PICCOLI PEDONI, GRANDI REGOLE: LA CITTÀ SPIEGATA AI BAMBINI

Con l’attività di educazione stradale realizzata insieme alla Polizia Municipale della Città di Bisignano, la regola è uscita dal comando ed è diventata azione. Insieme al Comandante Franco Abbruzzese e alle agenti Bruna Amodio e Gisella Liguori i bimbi hanno imparato fattivamente cosa è la legalità costruendo un ponte tra scuola, istituzioni e comunità. La strada, per i più piccoli, è diventata il primo spazio nel quale capire che il rispetto della regola tutela la vita propria e quella degli altri.

 LA FESTA DI FINE ANNO COME SINTESI DI UN METODO

Il percorso si è ricomposto simbolicamente nella festa di fine anno dedicata a L’inclusione attraverso le tradizioni. Attraverso Aggiungi un posto a tavola, rivisitato per parlare ai bambini, la Sezione Primavera ha portato in scena il messaggio più semplice e più difficile: nella vita c’è posto per tutti solo se qualcuno insegna a fare spazio. Canti, balli, colori, piccoli gesti e partecipazione hanno raccontato un anno fatto di amicizia, collaborazione, rispetto reciproco, prime autonomie, fiducia, emozioni e capacità di stare nel gruppo. La tradizione non ha chiuso il cerchio: lo ha aperto all’altro.

MAYA, UNA PEDAGOGIA CHE PARTE DALLE COSE SEMPLICI

Il bilancio pedagogico delle attività Maya restituisce l’immagine di un servizio educativo che ha scelto di lavorare sulla profondità delle cose semplici. Una caramella, una piantina, un vasetto, un’ape di cartone, un chicco di pasta colorato, una forma di formaggio lanciata come gioco antico, una striscia colorata per raccontare un continente, una stellina per dire Ce l’ho fatta, una striscia pedonale per imparare il rispetto, una canzone per dire che c’è posto per tutti. Nella prima infanzia sono questi i materiali della crescita. Piccoli solo in apparenza, decisivi nella costruzione della persona.

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