All’Unical il confronto sulla funzione della pena nel sistema moderno
I Rotaract Club promuovono un convegno su Costituzione, sicurezza sociale e condizioni delle carceri italiane tra esperti e studenti
Si è tenuto presso l’Aula Tommaso Sorrentino dell’Università della Calabria il convegno “Costituzione e detenzione: la funzione della pena nel sistema penitenziario moderno”, promosso dai Rotaract Club di Cosenza, Amantea, Trebisacce Alto Jonio Cosentino, Acri e Unical. Un appuntamento che ha riunito esperti del diritto, rappresentanti delle istituzioni e studenti per affrontare uno dei nodi più complessi del nostro ordinamento: il rapporto tra sicurezza sociale e tutela della dignità della persona detenuta.
Al centro del dibattito l’Articolo 27 della Costituzione italiana, che stabilisce come «le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato». Un principio che, come emerso dagli interventi, rappresenta la bussola del sistema penitenziario ma che si scontra con criticità strutturali e organizzative ancora irrisolte.
Ai saluti istituzionali del consigliere regionale Angelo Brutto e del Magnifico Rettore Gianluigi Greco, sono seguite le relazioni del professor Mario Caterini, della dottoressa Lucia Castellano e dell’avvocato Federico Ferraro. A chiudere i lavori l’intervento di Dino De Marco, governatore del Distretto Rotary 2102.
Nel corso del convegno sono state analizzate le principali criticità del sistema carcerario italiano: dal sovraffollamento alla reale efficacia delle misure alternative alla detenzione, fino al ruolo centrale del reinserimento lavorativo come strumento per ridurre la recidiva. Particolarmente significativa la relazione del professor Caterini, che ha ripercorso l’evoluzione storica della pena, sottolineando come la detenzione non debba essere percepita come mera “vendetta di Stato”, ma come occasione di recupero e responsabilizzazione.
L’intervento dell’avvocato Ferraro, già Garante dei detenuti nel Comune di Crotone, ha offerto uno spaccato diretto sulle condizioni di vita negli istituti penitenziari calabresi, evidenziando criticità strutturali e carenze che incidono sulla qualità della detenzione e sulle prospettive di rieducazione.
I rappresentanti dei Rotaract Club hanno ribadito il ruolo delle nuove generazioni nel promuovere una cultura del diritto e della legalità, convinti che discutere di carcere in ambito universitario significhi investire sulla qualità della democrazia. Perché, come emerso durante la giornata, il livello di civiltà di un Paese si misura anche dalle condizioni delle sue carceri
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