IL RICORDO

Acquappesa ricorda Lucio Ferrami a 45 anni dall’uccisione: «La legalità è una responsabilità di tutti»

Commemorazione in memoria dell’imprenditore vittima della ’ndrangheta. Il sindaco Francesco Tripicchio rilancia l’impegno per la legalità e lancia un messaggio ai giovani

A cura di Redazione
29 ottobre 2026 01:00
Acquappesa ricorda Lucio Ferrami a 45 anni dall’uccisione: «La legalità è una responsabilità di tutti» - Foto: Uff. Stampa Comune di Acquappesa
Foto: Uff. Stampa Comune di Acquappesa
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Acquappesa ha commemorato il 45° anniversario dell’uccisione di Lucio Ferrami, imprenditore vittima della ’ndrangheta, rinnovando l’impegno delle istituzioni nella promozione della legalità e nella lotta alla criminalità organizzata. La cerimonia si è svolta nella mattinata, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, autorità civili, militari e religiose e numerosi studenti.

A sottolineare il significato della ricorrenza è stato il sindaco di Acquappesa, Francesco Tripicchio, che ha ribadito l’importanza di custodire la memoria di Ferrami e trasmetterne l’esempio alle nuove generazioni. Il primo cittadino ha ringraziato l’Associazione Antiracket Lucio Ferrami e Mani Libere per il lavoro portato avanti nel tempo, volto a mantenere vivo il ricordo dell’imprenditore e il suo messaggio di coraggio civile.

Nel suo intervento, Tripicchio ha ricordato anche la scelta compiuta lo scorso anno dall’Amministrazione comunale di intitolare un luogo pubblico a Lucio Ferrami. Una decisione maturata, ha spiegato, per fare in modo che il suo nome resti parte integrante della storia e dell’identità della comunità. Lo spazio rappresenta infatti non soltanto un luogo fisico, ma anche un simbolo di memoria, rispetto e impegno contro ogni forma di sopraffazione mafiosa.

Alla commemorazione ha preso parte il prefetto di Cosenza, Rosa Maria Padovano, la cui presenza è stata salutata dal sindaco come una testimonianza della vicinanza delle istituzioni. Presenti anche il sindaco di Paola, Roberto Perrotta, quello di Cetraro, Giuseppe Aieta, e l’assessore del Comune di Guardia Piemontese, Gabriella Sconosciuto, insieme alle altre autorità intervenute.

Particolare attenzione è stata riservata agli studenti, considerati i destinatari principali del messaggio della giornata. Proprio alle ragazze e ai ragazzi il sindaco ha rivolto un appello affinché la legalità non rimanga soltanto una parola pronunciata durante le cerimonie ufficiali, ma diventi un principio da applicare quotidianamente attraverso le proprie scelte, i comportamenti e il coraggio di schierarsi dalla parte giusta.

«Come sindaco di Acquappesa, rinnovo l'impegno della nostra Amministrazione a mantenere viva questa memoria, nella convinzione che una comunità capace di ricordare sia anche una comunità capace di costruire un futuro più giusto e libero», ha dichiarato Tripicchio.

Il primo cittadino ha infine ribadito che il ricordo di Lucio Ferrami continuerà a essere parte della vita della comunità, richiamando tutti alla responsabilità collettiva di difendere la legalità e contrastare ogni forma di criminalità mafiosa.

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