(VIDEO) Merano WineFestival riparte da Melissa: il vino racconta la Calabria

Convegni, masterclass e buyer internazionali: fino all'8 giugno il Crotonese al centro della promozione del vino e del territorio

A cura di Redazione
06 giugno 2026 08:00
(VIDEO) Merano WineFestival riparte da Melissa: il vino racconta la Calabria - Foto: Redazione
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Il vino significa storia, millenni di tradizioni, profumi e territorio. Ed è proprio da Melissa, terra di antiche vocazioni vitivinicole, che è partita la seconda edizione del Merano WineFestival Calabria, in programma dal 5 all'8 giugno tra Melissa, Cirò e Cirò Marina.

La manifestazione, che per quattro giorni mette insieme enogastronomia, cultura, turismo e valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico regionale, ha preso il via alla Torre Aragonese di Melissa, edificio difensivo del XVI secolo affacciato sullo Ionio e oggi sede del Gal Kroton, dove è stato realizzato il "Giardino dei Vitigni d'Europa", una sorta di enciclopedia vivente dedicata alle varietà storiche internazionali.

Ad inaugurare il programma il convegno "Identità Calabria e potenziale per il futuro", dedicato ai vitigni autoctoni storici calabresi e alle prospettive di sviluppo del comparto vitivinicolo regionale. Al tavolo dei relatori il patron del Merano WineFestival Helmuth Köcher, la direttrice generale di Arsac Fulvia Michela Caligiuri e il presidente del Consorzio di tutela vini Cirò e Melissa, Carlo Siciliani, alla presenza dei sindaci dei tre comuni coinvolti. Presentata inoltre la delegazione composta da dieci buyer provenienti da nove Paesi: Stati Uniti, Brasile, Polonia, Svizzera, Germania, Svezia, Regno Unito, Danimarca e Lettonia.

Per Andrea Radic, componente della commissione d'assaggio del Merano WineFestival, la Calabria sta vivendo una fase di crescita significativa nel settore vitivinicolo: «La Calabria sta compiendo passi da gigante nella capacità enologica di lavorare le proprie uve e nell'intelligenza delle produttrici e dei produttori di creare vini contemporanei che rispettano la tradizione e valorizzano i vitigni locali».

Ad aprire ufficialmente la manifestazione è stato il sindaco di Melissa, Luca Mauro: «È un profumo quello del vino che fa bene, un profumo che si sente forte. È il profumo di una comunità ambiziosa, che vuole crescere e inserirsi in circuiti importanti come il Merano WineFestival. Da qui, da Melissa, parte la giornata inaugurale e noi ne siamo profondamente orgogliosi».

Per Helmuth Köcher il fascino del territorio crotonese risiede nella sua unicità geografica e storica: «Mare Ionio, mare Tirreno, i venti che arrivano da est e da ovest e poi la montagna. È qualcosa di unico e con una storia molto importante alle spalle».

La sindaca di Cirò Marina, Mariagrazia Panebianco, ha evidenziato il valore promozionale dell'iniziativa: «Questa è la nostra cartolina migliore, il nostro biglietto da visita. I buyer internazionali vivranno un'esperienza sensoriale che non dimenticheranno, visitando i nostri vigneti storici e il nostro mare».

Soddisfazione anche da parte del sindaco di Cirò, Mario Sculco: «Con tanta speranza che il nostro territorio e soprattutto il mio borgo possano crescere sempre di più attraverso manifestazioni ormai di caratura nazionale e internazionale. Sono contento che il Merano torni a Cirò per la seconda edizione».

Per il consigliere provinciale con delega all'Agricoltura Cataldo Maltese, l'evento rappresenta una straordinaria occasione di promozione: «L'area del Cirotano ospiterà una vetrina internazionale per il nostro territorio. I numeri dell'export, cresciuti di oltre il 15 per cento nel 2025, dimostrano che le politiche messe in campo stanno producendo risultati positivi».

Il presidente del Consorzio di tutela vini Cirò e Melissa, Carlo Siciliani, ha sottolineato il ruolo storico del consorzio ospitante: «Siamo molto contenti di ospitare il Merano WineFestival per il secondo anno. Cirò è il consorzio più antico e facciamo gli onori di casa. Nei prossimi giorni ci sarà l'occasione di confrontarci con tutti gli altri consorzi regionali».

La direttrice generale di Arsac, Fulvia Michela Caligiuri, ha invece posto l'accento sul legame tra vino e territorio: «Oggi possiamo portare i buyer direttamente nelle cantine. La distanza non è un problema ma un valore aggiunto, perché permette di far conoscere l'identità dei luoghi insieme alla qualità della viticoltura calabrese».

Gennaro Convertini responsabile promozione Arsac ha infine ricordato il patrimonio umano e culturale che sta dietro ogni bottiglia: «I viticoltori producono vino da millenni e nel tempo hanno selezionato non solo i vitigni, ma anche una cultura, una manualità e un modo di lavorare che hanno consentito di migliorare continuamente la qualità fino agli standard richiesti oggi dal mercato».

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