Verso una legge per promuovere la coabitazione solidale tra gli over 65
La consigliera regionale M5S Elisabetta Barbuto presenta una proposta in otto articoli
Contrastare la solitudine domestica e l'isolamento relazionale delle persone con più di 65 anni, promuovendo al tempo stesso un modello di invecchiamento attivo, fondato sulla solidarietà, sulla condivisione e sulla partecipazione alla vita comunitaria. È questo l'obiettivo della proposta di legge depositata in Consiglio regionale dalla consigliera del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, dal titolo «Disposizioni per la promozione, il sostegno e l'integrazione socio-sanitaria della condivisione abitativa volontaria in età matura (Coabitazione solidale)».
L'iniziativa legislativa, che si ispira al percorso avviato a livello parlamentare dal Movimento 5 Stelle, intende introdurre anche in Calabria un quadro normativo specifico, calibrato sulle esigenze del territorio, per favorire la coabitazione volontaria tra persone over 65 che scelgano liberamente di condividere la stessa abitazione.
Una risposta concreta a un fenomeno sempre più diffuso, quello della solitudine degli anziani, che non rappresenta soltanto una questione sociale, ma costituisce anche un fattore di rischio per la salute psicofisica e un elemento che incide significativamente sui bisogni assistenziali e sui costi del sistema sanitario regionale.
«La solitudine e l'isolamento involontario – dichiara Elisabetta Barbuto – rappresentano una ferita sociale che compromette il benessere e la qualità della vita delle persone anziane. Con questa proposta vogliamo dotare la Calabria di uno strumento normativo capace di sostenere concretamente la coabitazione solidale, attraverso un modello basato sulla mutualità, sulla condivisione responsabile degli spazi e sul sostegno reciproco. L'obiettivo è prevenire situazioni di marginalità e il ricorso improprio all'istituzionalizzazione, favorendo percorsi di invecchiamento attivo e dignitoso».
La consigliera regionale sottolinea inoltre la necessità di affiancare agli interventi occasionali una programmazione strutturata, capace di affrontare le criticità sociali e abitative già presenti sul territorio calabrese. «Mentre si investono risorse in iniziative come il portale “Ripopola Calabria”, rivolte a una platea limitata di beneficiari, restano irrisolte le difficoltà di tanti cittadini che vivono e lavorano nella nostra regione, spesso alle prese con emergenze abitative ed economiche. La nostra proposta punta invece sulla programmazione, sull'integrazione socio-sanitaria e sulla valorizzazione delle risorse esistenti, senza generare nuovi oneri per il bilancio regionale».
Il testo legislativo si articola in otto articoli e individua due direttrici operative fondamentali.
La prima riguarda l'integrazione socio-sanitaria. La proposta prevede il coinvolgimento diretto delle Aziende Sanitarie Provinciali (ASP), chiamate a collaborare con i Comuni e gli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) per assicurare una valutazione multidimensionale delle persone interessate alla coabitazione. I progetti dovranno essere raccordati con la programmazione sociale territoriale e con i servizi già presenti, tra cui l'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), le Case della Comunità e i Punti Unici di Accesso (PUA).
Il secondo asse riguarda il ruolo dei Comuni e degli enti del Terzo settore. Le amministrazioni locali e gli ATS potranno istituire appositi sportelli informativi per individuare e censire gli alloggi idonei, favorire l'incontro tra le persone interessate alla coabitazione e accompagnare i percorsi di condivisione abitativa, anche attraverso forme di collaborazione con gli organismi del Terzo settore.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità economica dell'iniziativa. La proposta prevede, infatti, una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che le attività siano realizzate senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale, attraverso l'impiego delle risorse già disponibili e programmate nell'ambito del Programma Regionale Calabria FESR-FSE+, del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali e del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze (FNNA).
«Ci auguriamo che la proposta possa raccogliere un'ampia condivisione in Consiglio regionale, al di là delle appartenenze politiche – conclude Barbuto –. Investire nella prevenzione della fragilità significa garantire maggiore dignità, autonomia e relazioni umane ai nostri cittadini più anziani. Significa, inoltre, costruire un modello di welfare più sostenibile, capace di ridurre nel tempo il peso dell'assistenza sanitaria e sociale attraverso la solidarietà e la valorizzazione delle risorse presenti nelle nostre comunità».
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