Trebisacce, Mundo: “Case e Ospedali di Comunità una svolta, ma senza indebolire i servizi esistenti”

Il sindaco nterviene all’incontro dell’Asp di Cosenza sul nuovo modello assistenziale: “Servono strutture con servizi e personale, coinvolgendo Comuni e territori”

A cura di Redazione
11 settembre 2026 19:00
Trebisacce, Mundo: “Case e Ospedali di Comunità una svolta, ma senza indebolire i servizi esistenti” - Foto: Uff. Stampa Comune di Trebisacce
Foto: Uff. Stampa Comune di Trebisacce
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Trebisacce - Il Sindaco di Trebisacce, Avv. Francesco Mundo, è intervenuto questa mattina a Cosenza all’incontro promosso dal Commissario Straordinario dell’ASP di Cosenza, dott. Vitaliano De Salazar, dedicato alla presentazione della nuova rete dell’assistenza territoriale e al modello delle Case e degli Ospedali di Comunità.

All’iniziativa hanno preso parte i vertici e i dirigenti dell’Azienda Sanitaria Provinciale, i direttori di Distretto, rappresentanti istituzionali e numerosi Sindaci dei Comuni interessati dalla realizzazione dei nuovi presidi. Tra i presenti anche la prof.ssa Franca Melfi, l’Assessore regionale Marcello Minenna e il Prefetto di Cosenza Rosa Maria Padovano.

L’incontro, promosso dall’ASP di Cosenza, ha avuto l’obiettivo di illustrare il nuovo modello di sanità territoriale fondato sui principi di prossimità, integrazione tra ospedale e territorio e presa in carico della persona, attraverso una rete che prevede 9 Ospedali di Comunità e 26 Case della Salute nel territorio provinciale.

Nel suo intervento, il Sindaco Mundo, nella qualità di primo cittadino di un Comune nel quale è prevista la realizzazione di un Ospedale di Comunità, ha espresso apprezzamento per il lavoro amministrativo e organizzativo avviato dal Commissario De Salazar e per l’introduzione di nuovi modelli assistenziali capaci di avvicinare i servizi sanitari ai cittadini. In particolare, il Sindaco ha evidenziato il ruolo che Case e Ospedali di Comunità possono svolgere nella presa in carico dei pazienti cronici, delle persone fragili e di quanti incontrano maggiori difficoltà nel raggiungere strutture ospedaliere più attrezzate, contribuendo al contempo a creare un sistema più efficace di integrazione tra assistenza territoriale e ospedaliera. Allo stesso tempo, Mundo ha richiamato l’attenzione sulla necessità che la realizzazione e l’attivazione delle nuove strutture non comportino un indebolimento dei presidi e dei servizi sanitari già esistenti. Il potenziamento della sanità territoriale, infatti, non può tradursi nello spostamento indiscriminato di personale dai Pronto Soccorso, dagli ospedali o dai servizi territoriali verso le nuove strutture.

Il Sindaco ha quindi sottolineato come Case e Ospedali di Comunità debbano essere riempiti innanzitutto di servizi e capacità assistenziali, evitando che l’esigenza di completare i progetti previsti dal PNRR produca, come effetto indiretto, un depauperamento delle realtà sanitarie già operative.

Un richiamo specifico è stato rivolto alla situazione del Distretto sanitario di Trebisacce, ribadendo la necessità di utilizzare le risorse destinate all’ASP per rafforzare complessivamente il sistema, facendo in modo che le strutture esistenti possano integrarsi e sostenersi reciprocamente.

È stata, inoltre, riproposta e ribadita la necessità di un pieno coinvolgimento dei Comuni e degli Ambiti socio-assistenziali nella costruzione del nuovo modello territoriale, sia in virtù delle disposizioni normative sia alla luce delle convenzioni interistituzionali già definite tra l’ASP e i Sindaci capofila degli Ambiti.

Nel confermare piena disponibilità alla collaborazione istituzionale, il Sindaco ha espresso disponibilità al Commissario Straordinario e ha ribadito la volontà del Comune di Trebisacce di contribuire al rapido ed efficace funzionamento del futuro Ospedale di Comunità. L’indirizzo espresso è quello di rafforzare la nuova sanità di prossimità senza impoverire quella esistente, costruendo una rete realmente integrata, capace di offrire ai cittadini più servizi, maggiore continuità assistenziale e una risposta sanitaria più vicina ai bisogni dei territori.

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