Tarsia, due cicogne bianche porteranno il nome di illustri ornitologi calabresi dell’Ottocento

La Lipu assegna i nomi di Armando Lucifero e Giuseppe Moschella agli esemplari monitorati con GPS satellitare per seguire le rotte migratorie tra Calabria e Africa

A cura di Redazione
30 luglio 2026 18:00
Tarsia, due cicogne bianche porteranno il nome di illustri ornitologi calabresi dell’Ottocento - Foto: Redazione
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Tarsia - Un importante momento di ricerca scientifica e valorizzazione della biodiversità si è svolto a Ferramonti di Tarsia (Cosenza), dove la Lipu ha concluso l’ultima attività di inanellamento scientifico del 2026 dedicata a tre pulli di Cicogna bianca presenti nella Valle del Crati.

Nel corso dell’intervento, realizzato lunedì 27 luglio, sui tre giovani esemplari sono stati applicati gli anelli identificativi previsti dal monitoraggio scientifico. Inoltre, due delle cicogne sono state dotate di GPS satellitari, strumenti che consentiranno di seguirne gli spostamenti lungo le rotte migratorie tra la Calabria e il continente africano, fornendo dati preziosi sul comportamento e sulle abitudini della specie.

Durante l’attività sono stati assegnati anche i nomi ai tre esemplari. La cicogna dotata del solo anello è stata chiamata Alessandro (Zazzaro), mentre le due cicogne equipaggiate con GPS porteranno i nomi di due importanti studiosi calabresi dell’Ottocento: Armando Lucifero e Giuseppe Moschella.

Lucifero, nato a Crotone nel 1855 e morto a Roma nel 1933, e Moschella, originario di Reggio Calabria e vissuto tra il 1856 e il 1904, furono tra i pionieri nello studio dell’avifauna calabrese. Le loro ricerche rappresentano ancora oggi una preziosa testimonianza storica sulla presenza e sulla distribuzione delle specie di uccelli in Calabria alla fine del XIX secolo, offrendo importanti elementi di confronto con l’attuale situazione faunistica.

Per la Lipu, la scelta di dedicare i nomi delle cicogne a questi studiosi rappresenta un riconoscimento al contributo offerto dagli scienziati calabresi agli inizi dell’ornitologia italiana e un’occasione per rafforzare la consapevolezza sull’importanza della tutela del patrimonio naturale.

“Un’attribuzione che ci rende orgogliosi, ci appassiona e ci rende tutti più consapevoli del prezioso contributo offerto dagli studiosi calabresi agli albori dell’ornitologia italiana”, sottolinea la Lipu.

L’associazione ha inoltre espresso un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita dell’intervento: ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, nelle persone di Pierpaolo Storino e Lorenzo Serra; e-distribuzione; la squadra Blue Team di Castrovillari, coordinata da Maurizio Bifano; Massimo Vena, Capo Unità SIA e-distribuzione UT Cosenza, per l’autorizzazione agli interventi; e la squadra di Cargo Srl – Trasporto e Distribuzione di Energia di Montalto Uffugo, diretta da Franco Gioia, per il supporto tecnico nelle operazioni in elevazione.

L’iniziativa conferma il valore del monitoraggio scientifico della fauna selvatica e il ruolo della Calabria come territorio di grande interesse per la conservazione e lo studio delle specie migratorie.

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