Stasi sul modello Occhiuto: "Sui servizi l’accentramento è fallito, più poteri ai Comuni"
Alla festa regionale di AVS Calabria, il sindaco di Corigliano-Rossano critica la gestione di sanità, rifiuti e risorse idriche
Corigliano-Rossano - Il sindaco di Corigliano-Rossano: «I calabresi pagano le contro-riforme con tariffe più alte. Serve un’alternativa che rimetta al centro Comuni, comunità e controllo democratico dei servizi».
«Dalla sanità, con Azienda Zero, ai rifiuti e alle risorse idriche, con ARRICAL, fino al Consorzio unico di bonifica: il modello di accentramento costruito da Roberto Occhiuto è fallito. La proposta del centrosinistra deve partire da questa consapevolezza e indicare una direzione completamente opposta».
È quanto ha dichiarato il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, nel suo intervento alla prima festa regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Calabria, “TERRA!”.
«Il conto di queste riforme lo stanno pagando i calabresi. Con ARRICAL le tariffe di conferimento dei rifiuti sono triplicate e quelle idriche raddoppiate, con conseguenze dirette sulla TARI e sui canoni idrici. Ai Comuni solo il compito di riscuotere, ma in cambio di quali risultati?».
«ARRICAL non ha realizzato alcun nuovo impianto e non ha nemmeno avviato il percorso per localizzarlo. Non era questo il problema degli ATO? Sulle reti di adduzione idrica siamo fermi al palo, dalla Sibaritide alla Locride. Si chiedono più soldi alle comunità senza offrire risposte: un fallimento colossale».
«Il Consorzio unico di bonifica è servito per liberarsi dei debiti dei vecchi consorzi, ma quale servizio ha migliorato? La principale attività del Consorzio unico è questa di tentare di scaricare sui Comuni le proprie competenze, per le quali incassa i canoni dagli agricoltori».
Per Stasi, questa riflessione deve investire anche l’organizzazione sanitaria.
«Mentre il centrodestra prova a costruire il mostro di un’Azienda Sanitaria Regionale semi-privatizzata, il centrosinistra deve avere il coraggio di mettere in discussione anche le Aziende sanitarie provinciali. Nessuna delle ASP calabresi ha prodotto quel miglioramento dell’efficienza dei servizi che avrebbe dovuto giustificare la centralizzazione. Si è invece allontanata l’organizzazione sanitaria dal sano controllo sociale delle comunità, rendendo sempre più debole la possibilità dei territori di incidere sulle scelte che riguardano il diritto alla salute».
«Il tema delle aree interne non riguarda una piccola parte di territorio o di comunità: è sistemico e riguarda tutti. Mentre Occhiuto, Gallo e compagni sperperano risorse, temi come l’assenza di medici di famiglia, di guardie mediche, di scuole, di servizi di base travolgono le comunità: ecco perché il centrosinistra deve avere il coraggio di smontare la narrazione fantasiosa dei reel proponendo un modello di governo diverso, vicino ai territori ed ai bisogni della nostra gente. Con questo spirito non solo fermeremo il declino generato dal centrodestra, ma offriremo alla Regione ed al Paese un Governo coraggioso e competente.»
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