Spezzano Albanese Scalo, partita la mobilitazione MTA: agricoltori in strada
Presidio alla rotonda dell’Eurospin contro caro carburante, prezzi agricoli e danni della fauna selvatica
SPEZZANO ALBANESE (CS) – È partita questa mattina, alla rotonda dell’Eurospin di Spezzano Albanese Scalo, la nuova mobilitazione promossa dal Movimento Terra e Agricoltura (MTA) per accendere i riflettori sulle difficoltà che stanno interessando il comparto agricolo e il settore del movimento terra.
Al presidio è presente anche Vincenzo Borrelli, già consigliere comunale di Altomonte e piccolo imprenditore agricolo, che nei giorni scorsi aveva partecipato al primo appuntamento allo svincolo di Firmo-Sibari.
Borrelli ha ribadito la necessità di mettere da parte ogni appartenenza politica e di concentrarsi sulle difficoltà concrete affrontate quotidianamente da agricoltori e imprenditori.
«Lunedì ho partecipato in prima persona come azienda agricola, mettendo completamente da parte ogni appartenenza politica e donando il mio contributo unicamente con la presenza al fianco di tanti colleghi che stanno crollando sotto il peso di una crisi senza precedenti», ha dichiarato.
Nel suo intervento, Borrelli ha inoltre criticato l'assenza, a suo giudizio, di rappresentanti della politica, dei sindacati e delle principali associazioni di categoria durante il precedente presidio, sottolineando invece la presenza dei sindaci di Firmo e Saracena, indicati come gli unici rappresentanti istituzionali presenti sul posto.
Al centro della protesta c'è soprattutto il costo del carburante, considerato ormai un peso difficilmente sostenibile per le aziende. Secondo i dati riportati da Borrelli, il gasolio agricolo sarebbe passato da circa 0,88 euro al litro nel settembre 2025 a oltre 1,65 euro nel settembre 2026, mentre il gasolio per autotrazione sarebbe salito da circa 1,63 euro a oltre 2,20 euro al litro.
«In queste condizioni, per un'azienda agricola o per un'impresa di movimento terra è impossibile perfino accendere i mezzi senza lavorare in netta perdita», sostiene Borrelli, contestando inoltre le giustificazioni legate esclusivamente alle tensioni geopolitiche internazionali.
La mobilitazione pone sul tavolo tre principali rivendicazioni: l'aumento del costo del carburante, la vendita sottocosto dei prodotti agricoli e i danni provocati dalla fauna selvatica, indicati dagli operatori come una delle emergenze che stanno compromettendo il lavoro di intere aziende.
L'iniziativa punta a coinvolgere non soltanto gli agricoltori e gli operatori del movimento terra, ma anche cittadini e famiglie del territorio. Il messaggio lanciato dai promotori è che l'aumento dei costi di produzione non riguarda esclusivamente chi lavora nei campi, ma può avere ripercussioni anche sui prezzi finali e quindi sulla spesa quotidiana delle famiglie.
La protesta prosegue dunque questa mattina a Spezzano Albanese Scalo, con gli operatori che chiedono attenzione da parte delle istituzioni e risposte concrete alle difficoltà denunciate.
23.7°