South Italy Fashion Week, a Cosenza via al decennale tra rito e moda
Al via l’evento tra Hanami, restanza e creatività: studenti, designer e istituzioni protagonisti fino alla sfilata finale del 3 maggio
A Cosenza si apre nel segno della cultura, della moda e dell’identità la decima edizione della South Italy Fashion Week, che ha preso il via lunedì 27 aprile in una location simbolica del centro storico, trasformata per l’occasione in un laboratorio creativo dove tradizione e contemporaneità si incontrano. L’evento, nato dalla sinergia tra Moema Academy e Big Digital Eye, celebra il suo decennale con un tema evocativo, l’“Hanami”, il rito giapponese della fioritura, reinterpretato lungo l’arco della settimana fino alla sfilata conclusiva del 3 maggio.
La giornata inaugurale, dedicata alla Primavera e al tema “La moda e il rito”, si è aperta con la coreografia “Rinascite” di Giuseppe Ferraro, introducendo un confronto guidato dalla giornalista Rachele Grandinetti. A tracciare la visione dell’evento è stata Giada Falcone, direttrice della Moema Academy e figura di riferimento di Confartigianato, che ha evidenziato il valore dell’iniziativa come ponte tra Oriente e Calabria, uniti dalla stessa attenzione per il dettaglio e l’artigianalità.
Forte e significativa la testimonianza della designer Luigia Granata, rappresentante di Confartigianato e Federmoda, che ha raccontato la sua scelta di rientrare in Calabria dopo esperienze internazionali, lanciando un messaggio chiaro alle nuove generazioni: restare è una scelta possibile, ma richiede coraggio e visione.
Il tema della “restanza” è stato poi al centro dell’intensa interpretazione dell’attore Matteo D’Attimo, che ha portato in scena “La soglia”, testo scritto da Pier Luigi Sposato e ispirato all’opera “La Restanza” di Vito Teti, offrendo agli studenti presenti uno spunto profondo sulle scelte di vita e sul rapporto con il territorio.
Spazio anche alla creatività emergente con le creazioni degli allievi della Moema Academy, ispirate alla contaminazione tra cultura orientale e radici calabresi, mentre la retrospettiva dedicata ad Antonio Marras, analizzata dal professor Carlo Fanelli, ha arricchito il programma con uno sguardo sulla moda d’autore.
Particolarmente apprezzata la presentazione dei capi realizzati nei laboratori sperimentali di ARSAC, con l’intervento di Luigia Iuliano, che ha illustrato il valore del “riciclo poetico” nella tessitura, dimostrando come materiali antichi possano trasformarsi in nuove creazioni. A chiudere la giornata, il direttore generale di ARSAC, Fulvia Caligiuri, ha ribadito il legame tra agricoltura, tradizione e innovazione, sottolineando il ruolo centrale della trasmissione del sapere.
La South Italy Fashion Week prosegue oggi, 28 aprile, con la giornata dedicata al tema “Estate – La moda e il desiderio”, continuando a raccontare una Calabria che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.
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