Sanità territoriale, Caruso: «I Comuni devono essere il primo presidio vicino ai cittadini»

Il sindaco di Cosenza rilancia il ruolo delle amministrazioni locali e chiede una rete più forte tra ospedale, servizi territoriali, assistenza domiciliare e sociale

A cura di Redazione
11 settembre 2026 08:30
Sanità territoriale, Caruso: «I Comuni devono essere il primo presidio vicino ai cittadini» - Foto Uff. Stampa Comune di Cosenza
Foto Uff. Stampa Comune di Cosenza
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La sfida della sanità calabrese non passa soltanto dalla costruzione di nuovi ospedali, ma dalla capacità di garantire ai cittadini servizi efficienti anche fuori dalle grandi strutture. È da questa prospettiva che il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha rilanciato il ruolo delle amministrazioni comunali nel corso dell’incontro dedicato al nuovo modello di sanità territoriale promosso dall’ASP di Cosenza.

Al centro del confronto, il rapporto tra Case di Comunità, Ospedali di Comunità, assistenza domiciliare e futuro ospedale Hub. Un sistema che, secondo il primo cittadino, deve essere costruito mettendo in relazione strutture sanitarie e territorio, così da intercettare i bisogni delle persone prima che diventino emergenze.

«L’ospedale Hub è una necessità per il nostro territorio. Sulla sua ubicazione possiamo essere divisi, ma siamo tutti concordi sulla necessità che venga realizzato», ha affermato Caruso, sottolineando però che alla nuova struttura dovrà affiancarsi una rete territoriale capace di rispondere alle esigenze quotidiane della popolazione.

Il sindaco ha espresso apprezzamento per l’avvio del percorso che porterà alla realizzazione a Cosenza della Casa e dell’Ospedale di Comunità, evidenziando come il risultato sia frutto della collaborazione tra Regione, Comune, sindaci, ASP, Università e altre istituzioni.

«Non sono la soluzione a tutti i problemi della sanità – ha osservato – ma rappresentano un buon inizio». Per Caruso, infatti, la vera innovazione consiste nel superare una visione della sanità concentrata esclusivamente sull'ospedale e costruire invece una rete capace di seguire il cittadino anche nel proprio quartiere e nella propria abitazione.

In questo quadro si inserisce anche il ritorno dell’Università della Calabria nel centro storico di Cosenza, con i corsi di Scienze infermieristiche e Scienze motorie. Un passaggio che il sindaco considera strettamente collegato al futuro della sanità territoriale: da una parte la formazione di nuove professionalità destinate anche all’assistenza domiciliare e di comunità, dall’altra una maggiore attenzione alla prevenzione e alla promozione della salute.

Caruso ha quindi ricordato l’impegno dell’Amministrazione comunale per mettere a disposizione l’immobile destinato alla Casa e all’Ospedale di Comunità, nonostante le difficoltà economiche dell’Ente.

Nel suo intervento non è mancato un riconoscimento al personale sanitario. Medici, infermieri, OSS e operatori del settore, ha evidenziato il sindaco, hanno garantito la tenuta del sistema anche nei periodi più difficili, continuando a fronteggiare carenze di personale e servizi.

Da qui la richiesta di un cambio di passo: «Non si costruisce una sanità migliore soltanto costruendo nuovi edifici. Si costruisce assumendo personale, garantendo servizi e mettendo in rete le competenze».

E proprio ai Comuni viene attribuito un compito centrale. Le amministrazioni locali, secondo Caruso, devono diventare un punto di ascolto permanente dei territori, capaci di individuare le fragilità e dialogare con le istituzioni sanitarie per trasformare i bisogni dei cittadini in risposte concrete.

La proposta indicata dal sindaco per Cosenza e per la Calabria si fonda quindi su alcuni elementi: un grande ospedale Hub, una rete territoriale più solida, Case della Comunità realmente operative, un potenziamento dell’assistenza domiciliare, una maggiore integrazione tra servizi sanitari e sociali e nuove assunzioni.

Una strategia che punta a spostare il baricentro dell'assistenza verso il territorio, con l'obiettivo di intervenire prima che una situazione di fragilità si trasformi in emergenza.

«La vera sanità di prossimità è quella che arriva prima dell’emergenza», ha concluso Franz Caruso, richiamando la necessità di non lasciare sole le famiglie, sostenere gli anziani dopo le dimissioni e garantire alle persone più fragili la possibilità di ricevere cure vicino alla propria abitazione.

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