Sanità, in Calabria medici in fuga, la regione vanta il saldo peggiore d’Italia
Tra pensionamenti e dimissioni escono 316 medici, mentre le nuove assunzioni a tempo indeterminato si fermano a 131. In dieci anni i dirigenti in servizio sono diminuiti del 12,6%
L’analisi decennale condotta da Anaao Assomed sul personale medico ospedaliero del Servizio sanitario nazionale fotografa le dinamiche demografiche, le assunzioni e le cessazioni avvenute tra il 2015 e il 2025, con un focus sulle diverse realtà regionali. Dallo studio emerge un quadro caratterizzato da una progressiva erosione degli organici, determinata dall’intreccio tra pensionamenti, dimissioni volontarie e difficoltà nel garantire un adeguato ricambio generazionale.
Per anni, sottolinea Anaao Assomed, l’imbuto formativo, la carenza di borse di specializzazione e il blocco del turn-over hanno contribuito ad aggravare la situazione. L’aumento recente delle borse di specializzazione viene considerato un intervento positivo, ma non sufficiente a risolvere tutte le criticità. A pesare è anche la crescente attrattività degli altri Paesi europei, che offrono ai giovani professionisti condizioni economiche, welfare e prospettive professionali spesso più vantaggiose.
In Calabria diminuiscono i medici in servizio
In Calabria il numero dei dirigenti medici in servizio è passato dai 3.734 del 2015 ai 3.264 del 2024, con una riduzione del 12,6%. Particolarmente significativo è il dato relativo all’età media: tra le donne è diminuita di 0,9 anni, passando da 52,9 a 52 anni, mentre tra gli uomini è aumentata di 1,9 anni, da 55 a 56,9 anni. Quest’ultimo valore rappresenta l’età media maschile più elevata registrata in Italia.
Sul fronte delle assunzioni a tempo indeterminato, la Calabria ha raggiunto i valori più alti nel 2018 e nel 2023, rispettivamente con 332 e 335 ingressi. Il dato è però progressivamente diminuito, scendendo a 216 assunzioni nel 2024 e appena 131 nel 2025. Parallelamente, le assunzioni a tempo determinato sono cresciute rispetto all'inizio del periodo analizzato, passando dalle 388 del 2015 al picco di 404 nel 2024.
Pensionamenti e dimissioni in aumento
Anche il fronte delle uscite dal Servizio sanitario nazionale evidenzia una situazione particolarmente critica. I pensionamenti, pari al 3,1% nel 2015, con 114 uscite, hanno raggiunto il 7,1% nel 2023, corrispondente a 241 medici. Nel 2024 il dato è sceso al 5,8%, con 190 pensionamenti, mentre nel 2025 le uscite per pensionamento sono state 161.
Ancora più significativo è il dato relativo alle dimissioni volontarie. Nel 2015 erano appena 14, pari allo 0,4%. Nel 2021 hanno raggiunto il 3%, con 106 casi, per poi scendere all’1,3% nel 2024, quando sono state 42. Nel 2025, tuttavia, si è registrata una nuova e marcata crescita, con 155 dimissioni volontarie, quasi quattro volte il dato dell’anno precedente. Nel complesso del decennio, il trend regionale delle dimissioni registra un incremento di 0,9 punti percentuali.
Nel 2025 il saldo peggiore d’Italia
Il dato più significativo riguarda il bilancio complessivo del 2025. In Calabria si contano 316 uscite dal Servizio sanitario nazionale, considerando pensionamenti e dimissioni volontarie, a fronte di appena 131 assunzioni a tempo indeterminato. Secondo l’analisi di Anaao Assomed, si tratta del saldo più negativo registrato a livello nazionale.
Lo studio prende inoltre in esame il cosiddetto “Decreto Calabria”, introdotto per fronteggiare la carenza di medici specialisti attraverso modalità di reclutamento in deroga alle procedure ordinarie. Dal 2019 alla fine del 2025, quasi 10.000 medici sono entrati nel SSN attraverso questo canale, arrivando a rappresentare fino al 43% delle assunzioni a tempo determinato a livello nazionale.
Per Anaao Assomed, il ricorso a questo strumento, nato come misura emergenziale, è diventato nel tempo uno dei principali canali di reclutamento della dirigenza medica. I dati sulla Calabria evidenziano però come, nonostante questi interventi, il problema del ricambio del personale ospedaliero rimanga ancora aperto, con un numero di uscite che nel 2025 ha superato nettamente quello delle nuove assunzioni a tempo indeterminato.
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