Sanità di prossimità, a Trebisacce apre la nuova AFT Jonio Nord
Arvia: “Molto più di uno spazio sanitario: ascolto, presenza e fiducia. Investire nei territori significa investire nelle persone”
Trebisacce – «La nuova AFT di Trebisacce, l’Aggregazione Funzionale Territoriale, è la prova tangibile degli sforzi dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza per promuovere un’assistenza di prossimità realmente vicina al paziente». Lo ha annunciato il direttore generale dell’Asp di Cosenza, Antonio Graziano, sottolineando come la nuova realtà assistenziale, attiva dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, voglia rappresentare un punto di riferimento stabile per l’intera comunità.
«È un luogo in cui accogliere i pazienti, garantire assistenza ed evitare la fuga verso il pronto soccorso, spesso sovraccaricato da codici bianchi che possono e devono essere gestiti negli ambulatori territoriali», ha evidenziato Graziano.
A entrare nel dettaglio dell’organizzazione è Antonella Arvia, direttrice facente funzione del Distretto Jonio Nord di Trebisacce. «Referente della nuova realtà di prossimità – spiega – è il dottor Gianfranco De Paola che, insieme ad altri sette medici che hanno aderito volontariamente al servizio, si occuperà di prendersi cura dei pazienti che si rivolgeranno all’AFT». Tra le finalità principali, Arvia ricorda l’assistenza ai pazienti con patologie croniche, per stabilizzarne le condizioni ed evitare le acuzie che portano al pronto soccorso, e la promozione degli screening oncologici.
«Questa nuova **AFT – prosegue Arvia – è molto più di uno spazio sanitario: è ascolto, presenza, fiducia. È la dimostrazione concreta che investire nei territori significa investire nelle persone». Otto medici di medicina generale del distretto sanitario hanno scelto di aggregarsi per offrire un servizio attivo dodici ore al giorno, supportati da un infermiere e da un operatore di supporto messi a disposizione dal distretto sanitario.
L’ambulatorio infermieristico garantirà anche prestazioni sanitarie più complesse, contribuendo a ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso, mentre l’utilizzo di apparecchiature sanitarie da parte dei medici consentirà una diagnostica di primo livello, rafforzando l’efficacia dell’assistenza territoriale.
«Con una programmazione condivisa e con l’impegno dei professionisti territoriali e ospedalieri – conclude la direttrice Arvia – sarà possibile attivare percorsi diagnostici dedicati per il controllo delle malattie croniche, alleggerendo le liste d’attesa e garantendo vantaggi concreti ai pazienti. Anche le azioni di prevenzione primaria, come le vaccinazioni, e di prevenzione secondaria, attraverso gli screening, potranno diventare più efficaci».
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