Sanità, Calabria ancora maglia nera sui LEA. Sempre tra le ultime in Italia

Criticità nei servizi sanitari e difficoltà nel garantire pienamente i Livelli Essenziali di Assistenza

A cura di Redazione
23 settembre 2026 15:30
Sanità, Calabria ancora maglia nera sui LEA. Sempre tra le ultime in Italia - Foto: Redazione
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Calabria - Nel 2024 la Calabria resta tra le Regioni che non raggiungono la soglia di adempimento prevista dal Nuovo Sistema di Garanzia per i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Secondo l’analisi della Fondazione GIMBE, la Regione ha ottenuto un punteggio complessivo di 189 punti su 300, con un miglioramento di 12 punti rispetto al 2023, ma si colloca all’ultimo posto nella graduatoria costruita sommando i risultati delle tre aree di valutazione. La Calabria risulta inoltre inadempiente nell’area dell’assistenza distrettuale, mentre si posiziona al 17° posto per la prevenzione e al 16° per l’assistenza ospedaliera. Il quadro evidenzia quindi una situazione disomogenea, con differenze significative tra i diversi ambiti dell’assistenza sanitaria regionale.

Il nodo dei servizi sanitari territoriali

È soprattutto l’assistenza distrettuale a rappresentare il principale elemento di criticità per la Calabria. Il Nuovo Sistema di Garanzia, utilizzato dal 2020 per verificare l’erogazione dei LEA, prende in considerazione 27 indicatori CORE suddivisi nelle tre macro-aree della prevenzione, dell’assistenza distrettuale e dell’assistenza ospedaliera. Per essere considerata adempiente, una Regione deve raggiungere almeno 60 punti in ciascuna area. Nel caso della Calabria, il mancato raggiungimento della soglia nell’area distrettuale conferma una difficoltà già evidenziata nel 2023. Il miglioramento del punteggio complessivo rappresenta comunque un dato positivo rispetto all’anno precedente, ma non modifica il risultato finale della verifica. La Fondazione GIMBE sottolinea inoltre che gli indicatori utilizzati non riescono a fotografare completamente aspetti come liste d’attesa, difficoltà di prenotazione, agende chiuse, distanza dai servizi e continuità assistenziale.

Il divario con il resto d’Italia

La situazione calabrese si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato da un aumento delle Regioni formalmente adempienti, passate da 13 nel 2023 a 18 nel 2024. Secondo GIMBE, tuttavia, la crescita delle “promozioni” non coincide necessariamente con un miglioramento percepibile nell’accesso alle cure. Nel 2024, infatti, quasi 5,8 milioni di persone in Italia hanno rinunciato ad almeno una visita o a un accertamento diagnostico prescritti dal medico, secondo i dati ISTAT, con una quota salita dal 7,6% al 9,9%. Per la Fondazione, la “pagella” dei LEA misura soprattutto le prestazioni erogate e non rileva in modo completo chi rimane fuori dal sistema o incontra ostacoli nell’accesso alle cure. In questo contesto, la Calabria migliora il proprio punteggio ma resta ultima nella classifica complessiva GIMBE e insufficiente nell’assistenza distrettuale, confermando le difficoltà del sistema sanitario regionale e il più ampio divario territoriale tra Nord e Sud.

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