San Faustino: la rivincita dei cuori liberi
Il giorno della consolazione è oggi sempre più dedicato alla scoperta e all'affermazione di sé
Archiviati i mazzi di rose e i cioccolatini, dopo la festa dedicata all'amore, in particolare quello della coppia, arriva la celebrazione tutta dedicata all'amore per se stessi. Il 15 febbraio infatti il calendario sveste i panni rossi di San Valentino per indossare quelli, altrettanto orgogliosi, di San Faustino, martire bresciano la cui figura è stata adottata dal costume contemporaneo per colmare un vuoto celebrativo, offrendo una sponda identitaria a chi non si riconosce nella narrativa romantica tradizionale. O almeno così è stato fino a qualche tempo fa.
Dalla ricerca dell'altro alla scoperta di sé
Oggi, la transizione tra le due date sembra segnare un netto confine considerato il contesto sociale in cui viviamo. Non si tratta più di una "festa di consolazione" per chi è rimasto escluso dai rituali del 14 febbraio, bensì di un momento di affermazione dell'identità del singolo, non del single. Così San Faustino, che secondo la tradizione non era propizio soltanto nel nome ma era bravissimo a far trovare marito alle fanciulle, funge da catalizzatore per una narrazione che mette al centro l'autonomia, il benessere personale e la libertà di scelta.
Tutto ciò riflette un cambiamento profondo: l'essere single non è più esclusivamente percepito come una condizione di attesa o di mancanza, ma come una fase della vita, o una scelta permanente, dotata di piena dignità. In definitiva, San Faustino smette di essere l’ombra di San Valentino per diventare uno specchio, quello in cui l'individuo si guarda e si riconosce compiuto anche senza un riflesso accanto.
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