Rossano, sequestrati droga e cellulari nel carcere: intervento della Penitenziaria
Nel reparto di alta sicurezza trovati quasi 300 grammi di hashish e due telefoni nascosti negli scarichi. Il Sappe: serve schermare gli istituti
Nuovo intervento della Polizia Penitenziaria all’interno del carcere di Rossano, dove nella serata di ieri gli agenti hanno rinvenuto circa 290 grammi di hashish e due telefoni cellulari nascosti nello scarico dei bagni del reparto di alta sicurezza.
Il materiale è stato individuato durante i controlli effettuati dal personale in servizio, confermando l’attenzione costante degli operatori nel contrasto all’introduzione e alla detenzione di oggetti e sostanze vietate all’interno degli istituti penitenziari.
Per il Sappe si tratta di un risultato significativo. «Ai colleghi di Rossano le nostre congratulazioni per il brillante lavoro che svolgono in difesa della sicurezza collettiva e della legalità, nonostante la carenza di personale e di risorse di ogni genere», hanno dichiarato Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del sindacato, e Francesco Ciccone, segretario nazionale.
Il sindacato torna inoltre a sollecitare interventi per impedire l’utilizzo illecito dei telefoni cellulari nelle strutture detentive. Secondo il Sappe, è necessario procedere quanto prima alla schermatura degli istituti penitenziari per evitare che i dispositivi possano essere utilizzati dai detenuti, in particolare da quelli ristretti nei reparti di alta sicurezza, per continuare attività criminali dall’interno del carcere.
Nella nota viene affrontato anche il tema dei detenuti tossicodipendenti, per i quali il sindacato auspica un maggiore ricorso ai programmi di recupero previsti dalla normativa vigente quando ne ricorrano i requisiti.
Infine, il Sappe chiede una revisione dell’organizzazione del sistema penitenziario, con una distinzione più netta tra istituti di massima sicurezza, media sicurezza e custodia attenuata. Una differenziazione che, secondo il sindacato, consentirebbe una gestione più efficace della popolazione detenuta e un’organizzazione interna maggiormente calibrata sulle esigenze di sicurezza.
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