Rende, “Restiamo Umani”, il teatro racconta le guerre e le ferite del presente

La produzione di Teatro Rossosimona debutta il 16 e 17 ottobre al Piccolo Teatro Unical di Rende. In scena Francesco Mastroianni e Francesco Pupa, con la regia di Lindo Nudo. Il 18 ottobre replica al Teatro Gambaro di San Fili

A cura di Redazione
14 ottobre 2026 15:15
Rende, “Restiamo Umani”, il teatro racconta le guerre e le ferite del presente - Foto: Redazione
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Rende - Dalla Shoah al processo di Norimberga, dalle guerre in Europa e nel Mediterraneo alle migrazioni, fino alle tragedie di Cutro e alla Palestina. Sono alcune delle pagine della storia e dell’attualità attraversate da “Restiamo Umani”, lo spettacolo prodotto da Teatro Rossosimona, che debutterà in prima nazionale venerdì 16 e sabato 17 ottobre, alle 20.30, al Piccolo Teatro Unical dell’Università della Calabria, a Rende.

L’opera, diretta da Lindo Nudo, vedrà sul palco Francesco Mastroianni e Francesco Pupa, protagonisti di un lavoro che affronta il rapporto tra memoria, guerra, violenza e responsabilità individuale. Domenica 18 ottobre, alle 18.30, lo spettacolo sarà rappresentato al Teatro Gambaro di San Fili.

Al centro della rappresentazione c’è una domanda: che cosa significa restare umani quando la paura, i conflitti e l’indifferenza rischiano di diventare parte della quotidianità? Il testo mette in relazione eventi storici e vicende contemporanee, mostrando come le tragedie del passato continuino a interrogare il presente.

La narrazione si sviluppa attraverso quadri teatrali, testimonianze, immagini e frammenti di memoria. Gli attori cambiano ruolo e prospettiva, interpretando vittime e carnefici, giudici e imputati, testimoni e sopravvissuti. Parola, corpo e movimento diventano gli strumenti per dare voce a esperienze diverse, mentre l’ironia, anche amara, contribuisce a mettere in discussione le giustificazioni della violenza e le logiche del potere.

Tra gli elementi simbolici dello spettacolo c’è il filo spinato, che richiama non soltanto i confini geografici e militari, ma anche le barriere che separano le persone. Il pubblico è chiamato a confrontarsi con domande che riguardano la responsabilità collettiva, la capacità di riconoscere le ingiustizie e la scelta di non voltarsi dall’altra parte.

Accanto al racconto delle guerre e delle persecuzioni trovano spazio anche le esperienze di accoglienza e resistenza civile, segnali della possibilità di reagire alla sopraffazione attraverso la solidarietà.

Il legame personale con la regia

Per Francesco Pupa, lo spettacolo ha anche un significato personale. Lindo Nudo è stato il suo primo insegnante di teatro: aveva diciassette anni quando, attraverso laboratori contro la dispersione scolastica, ha iniziato il proprio percorso sul palcoscenico.

Tornare oggi a lavorare sotto la sua direzione rappresenta quindi anche un incontro con le proprie origini artistiche. Un legame che accompagna un progetto rivolto in particolare alle nuove generazioni, affinché la memoria storica continui a dialogare con le ingiustizie del presente.

La realizzazione dello spettacolo coinvolge diverse professionalità. Le scenografie sono curate da Paolo Mauro e Lindo Nudo, i costumi da Rita Zangari, il disegno luci da Jacopo Andrea Caruso e il sound design da Jacopo Liberti. Maria Del Giudice è assistente alla regia, mentre i burattini sono realizzati da Dora Ricca.

Gli appuntamenti

  • Venerdì 16 e sabato 17 ottobre 2026, ore 20.30: prima nazionale al Piccolo Teatro Unical, Università della Calabria, Rende.

  • Domenica 18 ottobre 2026, ore 18.30: replica al Teatro Gambaro di San Fili.

“Restiamo Umani” porta così sul palcoscenico un confronto tra storia e attualità, affidando al teatro il compito di interrogare la coscienza individuale e collettiva davanti alle guerre, alle migrazioni e alle violazioni dei diritti umani.

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