“Rara Avis” di Antonio Affidato in mostra al MArRC di Reggio Calabria

Nove opere in bronzo dialogano con la Magna Grecia e la contemporaneità. La mostra sarà inaugurata il 31 agosto e resterà aperta fino al 18 settembre

A cura di Redazione
27 agosto 2026 10:29
“Rara Avis” di Antonio Affidato in mostra al MArRC di Reggio Calabria - Foto: uff. Stampa Antonio Affidato
Foto: uff. Stampa Antonio Affidato
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REGGIO CALABRIA – Dal 31 agosto al 18 settembre 2026, il progetto “Rara Avis – Ritratti in bronzo dalla Magna Grecia al contemporaneo” torna a Reggio Calabria e approda al MArRC – Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, negli spazi di Piazza Paolo Orsi.

L’inaugurazione è in programma lunedì 31 agosto alle ore 10.30, in una collocazione dal forte valore simbolico: le opere dell’artista crotonese Antonio Affidato saranno infatti esposte a poca distanza dalla sala che custodisce i Bronzi di Riace, capolavori della bronzistica antica.

È proprio il bronzo a diventare il filo conduttore di un dialogo ideale tra epoche differenti, tra la memoria della Magna Grecia e la sensibilità dell’arte contemporanea. Un confronto che non nasce dall’imitazione dell’antico, ma dalla volontà di interrogare la materia e ciò che essa continua a raccontare dopo oltre duemila anni.

La mostra è curata dal professor Daniele Castrizio, archeologo e docente ordinario di numismatica all’Università degli Studi di Messina, e nasce dalla collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, istituzioni nelle quali Affidato svolge la propria attività di docenza.

Il ritorno alle origini del progetto

La tappa reggina assume un significato particolare nella storia di Rara Avis. È infatti a Reggio Calabria che il progetto ha trovato una delle sue prime occasioni di confronto con il patrimonio della Magna Grecia, prima di svilupparsi attraverso altre esperienze museali e differenti percorsi di ricerca.

Tra queste spicca la lunga permanenza al MArTA – Museo Archeologico Nazionale di Taranto, dove la mostra è stata ospitata dal 6 settembre 2025 al 6 gennaio 2026. In quella occasione la ricerca si è concentrata soprattutto sull’iconografia, sulla metallurgia e sulle trasformazioni del metallo, dalle testimonianze archeologiche fino alle sue espressioni nell’arte contemporanea.

A Reggio Calabria il percorso compie un ulteriore passo. Al centro non c’è soltanto la materia, ma soprattutto il mito, inteso come una forma narrativa capace di superare i secoli e continuare a interrogare l’uomo contemporaneo.

Nove figure tra storia e mito

Il percorso espositivo riunisce nove opere, dedicate ad Alcmeone, Hera, Pitagora, Eracle, Serse, Medusa, Phayllos, Gea e Milone.

Personaggi differenti per storia, origine e significato, ma accomunati dall’appartenenza a quell’universo culturale e simbolico della Magna Grecia che ha contribuito profondamente alla costruzione dell’identità del Mediterraneo.

Affidato utilizza il bronzo attraverso una sensibilità maturata tra scultura e arte orafa. Superfici, patine, lavorazioni e inserti preziosi diventano strumenti per costruire opere nelle quali la memoria dell’antico convive con una precisa identità contemporanea.

Il dialogo con i Bronzi di Riace

La vicinanza con i Bronzi di Riace rende la mostra particolarmente suggestiva. Da una parte le straordinarie testimonianze della scultura antica, dall’altra opere nate nel presente, separate da oltre duemila anni ma accomunate dalla stessa materia.

Il bronzo diventa così una sorta di ponte tra passato e presente, una materia capace di conservare la memoria e, allo stesso tempo, di generare nuove forme e nuovi significati.

«Il passato, per me, non è mai una dimensione conclusa – dichiara Antonio Affidato – è una materia che può essere interrogata, trasformata e restituita attraverso nuovi linguaggi».

Ed è proprio da questa idea che nasce Rara Avis: utilizzare mito e memoria della Magna Grecia non come elementi confinati nel passato, ma come strumenti per continuare a parlare dell’uomo di oggi.

Per Daniele Castrizio, curatore dell’esposizione, il progetto si inserisce nel continuo rapporto tra il patrimonio della Magna Grecia e la necessità di restituirlo al presente attraverso nuove chiavi interpretative, mettendo in relazione la storia con i linguaggi della creatività contemporanea.

Con la tappa al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, dunque, Rara Avis torna in uno dei luoghi dai quali il proprio percorso ha preso forma. Un ritorno che diventa una nuova fase della ricerca, nel segno del mito, dell’archeologia e di una memoria mediterranea ancora capace di parlare al presente.

Locandina Rara Avis - Foto Uff. Stampa Antonio Affidato

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