Praia a mare - Mare Dentro, l’allarme di Falvo: «Il mare non si sporca solo per la depurazione»

A Praia a Mare confronto sulle cause dell’inquinamento: scarichi abusivi, reti fognarie incomplete, attività produttive e comportamenti scorretti

A cura di Redazione
08 settembre 2026 10:00
Praia a mare - Mare Dentro, l’allarme di Falvo: «Il mare non si sporca solo per la depurazione» - Foto Uff. Stampa Ente parchi marini
Foto Uff. Stampa Ente parchi marini
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PRAIA A MARE – Il problema della qualità del mare calabrese non può essere ricondotto esclusivamente alla depurazione. È questo il messaggio emerso con forza dall’ultima tappa di Mare Dentro, il progetto promosso dall’Ente Parchi Marini Regionale della Calabria, che ha fatto tappa a Praia a Mare per una riflessione sulle condizioni delle acque e sulle responsabilità che coinvolgono l’intero territorio.

A mettere in guardia da una lettura troppo semplice del fenomeno è stato il procuratore della Repubblica di Potenza Camillo Falvo, che ha richiamato l’attenzione sulla presenza di scarichi abusivi, attività non collettate, condotte illegali e comportamenti quotidiani che possono contribuire all'inquinamento.

La cattiva depurazione, secondo quanto emerso durante l'incontro, rappresenterebbe una componente importante del problema, ma non l'unica. Da qui l'invito a spostare lo sguardo dall'impianto di depurazione all'intero percorso che porta l'acqua dalla terra al mare.

DAGLI SCARICHI ABUSIVI ALLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

Falvo ha raccontato l'esperienza maturata nel Vibonese, dove le attività investigative hanno cercato di superare il tradizionale approccio basato esclusivamente sull'individuazione del depuratore responsabile e sul suo eventuale sequestro.

L'obiettivo è stato invece quello di risalire alla sorgente dell'inquinamento, mettendo insieme competenze investigative e scientifiche. Campionamenti e analisi hanno consentito in alcuni casi di individuare una sorta di “firma” delle sostanze presenti nell'acqua, indirizzando i controlli verso determinate attività.

Tra gli esempi citati figurano lavanderie abusive e frantoi, oltre a scarichi non autorizzati e collegamenti irregolari alla rete. Un'attività resa possibile anche attraverso la collaborazione tra Procura, Regione, Prefetture, Capitaneria di Porto e Forze dell'Ordine, con il supporto della ricerca scientifica.

IL MARE? IL PROBLEMA NASCE LONTANO DALLA COSTA

Durante il confronto è stato sottolineato anche un altro aspetto: ciò che arriva sul litorale spesso nasce molto più lontano dalla costa.

Il biologo marino Silvio Greco ha ribadito come il mare calabrese sia strettamente collegato all'entroterra. Sila, Serre e Aspromonte, insieme a fossi, fiumare e corsi d'acqua, fanno parte dello stesso sistema.

Quando arrivano le piogge, ciò che si è accumulato sul territorio può essere trascinato verso valle e finire successivamente in mare. Rifiuti, plastiche, reflui e sostanze provenienti dalle attività produttive diventano così parte di un problema che non può essere affrontato guardando soltanto alla fascia costiera.

QUARANTA COMUNI SENZA RETE FOGNARIA

Nel corso dell'incontro è stato inoltre evidenziato il peso delle carenze infrastrutturali. In Calabria, secondo i dati richiamati durante il dibattito, ci sarebbero circa 40 Comuni privi di rete fognaria, mentre anche in alcuni capoluoghi persistono quartieri non completamente collegati.

Una situazione che rende evidente come la tutela del mare debba necessariamente partire dalla gestione del territorio e delle acque reflue.

«IL MARE È LO SPECCHIO DI CIÒ CHE ACCADE A TERRA»

Su questa linea si è espresso anche il direttore generale dell'EPMR Raffaele Greco, collegando il tema al percorso compiuto da Mare Dentro attraverso le coste calabresi.

La vicinanza tra montagne, corsi d'acqua e litorali rende particolarmente evidente il rapporto tra ciò che accade sulla terraferma e la qualità delle acque. Il mare, soprattutto dopo le precipitazioni, può diventare una sorta di cartina di tornasole dell'ambiente circostante.

Il concetto emerso è quindi chiaro: la qualità del mare non si costruisce soltanto durante l'estate, ma durante tutto l'anno.

LA RESPONSABILITÀ È DI TUTTI

Nel confronto di Praia a Mare è stato affrontato anche il tema dei comportamenti individuali. L'abbandono dei rifiuti, gli scarichi irregolari e il mancato rispetto delle regole contribuiscono a un problema che non può essere attribuito soltanto alle istituzioni.

Il direttore generale del Dipartimento regionale Ambiente Salvatore Siviglia ha richiamato invece il lavoro necessario per rendere più efficace la collaborazione tra Regione, enti e amministrazioni locali, sottolineando l'importanza di trasformare risorse e interventi in risultati concreti.

Il sindaco di Praia a Mare Antonino De Lorenzo e il consigliere comunale delegato all'Ambiente Domenico Droghini hanno portato l'esperienza del territorio, soffermandosi anche sulle iniziative di tutela dell'Isola Dino, realizzate insieme a EPMR e WWF, e sulla necessità di gestire adeguatamente i grandi flussi turistici.

L’ISOLA DINO COME PATRIMONIO CALABRESE

Sul valore del patrimonio ambientale è intervenuto anche il consigliere regionale Antonio De Caprio, secondo il quale l'Isola Dino non deve essere considerata esclusivamente una risorsa del Comune nel quale si trova, ma un patrimonio dell'intera Calabria.

Un'impostazione che richiama la necessità di superare la frammentazione territoriale e costruire una strategia comune per la tutela delle risorse naturali.

Il messaggio arrivato da Mare Dentro, dunque, va oltre la semplice questione della depurazione. Quando il mare presenta un problema, il dito non può essere puntato in una sola direzione: occorre guardare alle infrastrutture, agli scarichi, alle attività economiche, ai controlli e anche alle abitudini dei cittadini. Perché, come ribadito durante il confronto, quello che accade a monte prima o poi arriva a mare.

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