Poliambulatorio della Sibaritide, Stasi: “Servono servizi completi e un ospedale realmente funzionante”

Il sindaco di Corigliano-Rossano critica i tempi e le condizioni del nuovo ospedale: «Le lavorazioni non sono finite». E sulle reti idriche e fognarie rilancia l’allarme dopo le parole del dirigente Moroni

A cura di Redazione
10 ottobre 2026 13:00
Poliambulatorio della Sibaritide, Stasi: “Servono servizi completi e un ospedale realmente funzionante” - Foto: Flavio Stasi
Foto: Flavio Stasi
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Corigliano-Rossano - L’inaugurazione del poliambulatorio della Sibaritide rappresenta «un giorno importante per il territorio», ma per il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi restano ancora numerose questioni da affrontare. Il primo cittadino, presente alla cerimonia insieme ad altri sindaci, ha apprezzato le parole del Governatore, sottolineando in particolare il riconoscimento della necessità di completare i servizi primari e la consapevolezza che il percorso richiederà ancora tempo.

Stasi, tuttavia, contesta alcune delle argomentazioni emerse nel corso della giornata, definite «pezze politiche di circostanza» e, a suo giudizio, «tesi consapevolmente deboli». La prima riguarda il trasferimento dell’ospedale, che dovrebbe avvenire gradualmente. «È vero – sostiene il sindaco – ma il trasferimento deve ancora iniziare». Secondo Stasi, infatti, anche nelle aree migliori della nuova struttura sarebbero presenti «controsoffitti aperti, fili pendenti, impianti a vista e tutta una serie di cose» che, allo stato attuale, non consentirebbero nemmeno il trasferimento delle attrezzature.

Nel mirino anche la questione dei cosiddetti «servizi autonomi», con riferimento alla disponibilità di acqua e alla gestione dei reflui. «Una vasca di raccolta dei reflui e qualcuno che porta l’acqua con un camioncino – afferma Stasi – non sarebbero “servizi autonomi” nemmeno per una fumetteria, figuriamoci per dei luoghi di sanità». Da qui l’appello a riportare il confronto politico «su una cosa seria».

Il sindaco non boccia, però, il significato politico dell’inaugurazione. «Se serviva una inaugurazione per lanciare un segnale, della serie “stiamo andando avanti”, a me sta bene, lo rilancio», afferma. Allo stesso tempo, richiama il rispetto degli obblighi contrattuali: «Le lavorazioni non sono finite e il concessionario dell’ospedale deve pagare le penali ai calabresi». Stasi auspica che quelle risorse possano essere utilizzate per recuperare alcuni servizi che, a suo dire, sono stati «stupidamente tagliati» negli ultimi mesi, a partire da emodinamica e medicina nucleare. «Alle comunità non interessa avere quattro mura vuote sei mesi prima – sottolinea – rivendichiamo un ospedale completo, utile e funzionante, anche sei mesi dopo».

Particolarmente rilevanti, infine, sono per Stasi le parole pronunciate dal dottor Moroni, dirigente regionale e soggetto delegato per l’ospedale, sulla mancata realizzazione della rete idrica e fognaria: «Qualcuno non voleva che aprissimo l’ospedale». Una frase che, secondo il sindaco, confermerebbe le preoccupazioni più volte espresse sulla mancanza delle reti primarie e rappresenterebbe «un aperto atto d’accusa» nei confronti dei soggetti competenti alla realizzazione delle opere, indicati da Stasi nel Commissario nazionale per la depurazione e in SoRiCal.

«Credo che dichiarazioni tanto esplicite meritino di essere chiarite nelle sedi competenti – conclude il sindaco – anche per trasparenza e chiarezza nei confronti del territorio che rappresentiamo».

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