Ospedale di CoRo, Rosellina Madeo (Pd): «Fermate l’emorragia di Primari»
«Perché stanno andando via tutti? Instabilità alimenta il clima di sfiducia e accresce la mobilità passiva»
CORIGLIANO ROSSANO - Allo spoke di Corigliano Rossano la diaspora dei primari continua. La notizia delle dimissioni della direttrice dell’Emergenza urgenza Mariella Valenti, oltre a disorientare i cittadini e seminare sconforto piuttosto che fiducia, si aggiungono alla lista di quelle dei tanti direttori delle unità operative complesse, da Pediatria a Chirurgia passando per Ortopedia fino a Nefrologia, che hanno lasciato l’ospedale di Corigliano Rossano e che ancora devono essere sostituiti mediante regolare concorso.
Perché queste figure apicali, così importanti per l’organizzazione dei reparti e i relativi servizi, stanno andando tutte via depotenziando di fatto, sebbene la nomina dei facente funzione, le unità operative?
Per i pazienti poi, esperti di lungo corso che per molto tempo dirigono e operano nello stesso ospedale, sono sinonimo di stabilità e punti di riferimento. Questa continua emorragia di professionisti scuote invece l’opinione pubblica e, a ragion veduta, solleva delle domande. Possibile che nel giro di così pochi mesi abbiano deciso di lasciare lo spoke della città unica un numero così consistente di primari?
E allora, torniamo ad uno dei temi che anche in sede di Consiglio regionale ho più volte messo in evidenza, la nostra Sanità non è abbastanza attrattiva e non gode di quella sicurezza che farebbe lavorare tutti i professionisti del settore, dagli Oss agli specialisti, in quella condizione di tranquillità e fiducia di cui invece avrebbero bisogno. Questo clima di instabilità, altro non fa se non accrescere il sentimento di incertezza tra i pazienti che spesso, anche per interventi molto semplici, preferiscono affrontare centinaia di chilometri piuttosto che farsi operare in casa nostra, contribuendo ad ingrassare le casse delle altre regioni e aumentando i volumi della mobilità passiva. A Corigliano Rossano, anche per un semplice parto, qualora si potesse ravvisare la minima complicanza, si è costretti ad andare altrove. Gli appelli sui social non bastano: bisogna intervenire in maniera responsabile e concreta.
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