Ornella Muti a Cosenza: “Io non mi trovo a mio agio a fare la diva”
A Palazzo dei Bruzi l’attrice presenta la sua autobiografia con David Cronenberg e riceve il sigillo d’oro della città dal sindaco Franz Caruso
Grande partecipazione a Cosenza per la presentazione del libro “Questa non è Ornella Muti” della celebre attrice Ornella Muti, ospite nella giornata di ieri a Palazzo dei Bruzi insieme al regista David Cronenberg, presidente onorario del Festival Internazionale delle Arti di Celico. Nel corso della mattinata, il sindaco Franz Caruso ha consegnato ad entrambi il sigillo d’oro della città.
Ad aprire l’incontro è stato proprio Franz Caruso, che ha espresso soddisfazione per la presenza di due figure simbolo del cinema internazionale nella casa comunale di Cosenza, sottolineando il valore culturale della seconda edizione del festival nato dall’intuizione del sindaco di Celico, Matteo Lettieri.
Il primo cittadino ha evidenziato anche la collaborazione istituzionale tra il Comune di Cosenza, il Comune di Celico e Università della Calabria, ricordando il ruolo assunto dalla rassegna “Libri in Comune” nel trasformare Palazzo dei Bruzi in uno spazio dedicato ai grandi protagonisti della cultura italiana.
Soffermandosi sull’autobiografia dell’attrice, Franz Caruso ha definito il libro “un autentico atto di coraggio”, apprezzando la sincerità con cui Ornella Muti racconta la propria vita privata, i legami familiari e gli incontri con alcuni dei più importanti protagonisti del cinema italiano e internazionale.
Nel suo intervento, il sindaco ha ripercorso le tappe della straordinaria carriera dell’attrice, dagli esordi nel film “La moglie più bella” di Damiano Damiani fino alle collaborazioni con registi come Mario Monicelli, Dino Risi, Marco Ferreri e Citto Maselli, ricordando anche il Nastro d’Argento ottenuto per “Codice privato”.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla dimensione internazionale della sua carriera, costruita accanto a interpreti come Gérard Depardieu, Jeremy Irons, Alain Delon e Rupert Everett.
Durante il dialogo con Antonietta Cozza, Ornella Muti si è raccontata in modo intimo e autentico, parlando della propria infanzia, delle origini russe della madre e del forte legame familiare che ha segnato la sua vita.
“Sin dall’inizio della mia vita sono sempre stata un poco scomoda”, ha raccontato l’attrice, ricordando anche l’incontro casuale con il cinema che la portò, appena quattordicenne, ad essere scelta per interpretare Franca Viola.
Particolarmente intenso il passaggio dedicato al rapporto con il proprio nome d’arte: “È un nome che mi ha portato fortuna, ma che non mi appartiene. Io mi identifico con Francesca”.
L’attrice ha poi confidato di non sentirsi a proprio agio nel ruolo della diva: “Ornella Muti è una cosa, ma io sono un’altra”, soffermandosi anche sul valore della maternità, sulla fede, sull’amore per gli animali e sul rapporto costruito con i figli Naike, Carolina e Andrea.
Nel corso dell’incontro, Ornella Muti ha espresso grande amore per il cinema italiano, definendolo una scuola capace di insegnare al mondo intero, con un riferimento particolare al neorealismo e a Vittorio De Sica. Ha inoltre elogiato il lavoro di Paolo Sorrentino, sottolineando come oggi sia più difficile trovare sostegno per molte produzioni cinematografiche.
A chiudere la mattinata, il momento più emozionante: la consegna del sigillo d’oro della città da parte di Franz Caruso a David Cronenberg e Ornella Muti, omaggio simbolico a due protagonisti assoluti del panorama cinematografico internazionale.
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