Ordine degli Ingegneri di Cosenza, elezioni digitali tra innovazione e spaccature interne
Si vota online per il rinnovo del Consiglio, ma la gestione delle candidature accende tensioni e interrogativi su opportunità e trasparenza all’interno dell’ente professionale
Cosenza - Si terranno in modalità interamente digitale le elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cosenza. La decisione è stata formalizzata nella seduta del 21 aprile 2026, con l’approvazione dell’avviso di convocazione che disciplina tempi, modalità e regole della consultazione.
Tuttavia, dietro l’impianto formale della delibera, emerge un elemento politico-istituzionale tutt’altro che marginale: una divisione interna al Consiglio che rischia di segnare il clima della campagna elettorale.
Quasi 6mila iscritti chiamati al voto
Alla data attuale risultano iscritti all’Albo 5.969 professionisti, chiamati a eleggere 15 consiglieri (14 della sezione A e uno della sezione B).
Il voto si svolgerà online, con seggio telematico attivo dalle 9 alle 20 secondo un calendario articolato: prima votazione: 6–7 maggio; seconda votazione: 8–16 maggio; terza votazione: 18–28 maggio.
Il passaggio più delicato si è registrato sul tema della presentazione delle candidature. Durante la seduta, il presidente uscente, l’ingegnere Marco Saverio Ghionna, aveva proposto di fissare con chiarezza una data di avvio per la presentazione delle stesse, individuata nel 23 aprile 2026.
La proposta, tuttavia, è stata respinta: solo cinque consiglieri hanno votato a favore, mentre nove si sono espressi contro. Successivamente è passata una linea alternativa, che fa decorrere la possibilità di presentare le candidature dal momento della pubblicazione ufficiale dell’avviso.
La votazione ha quindi evidenziato una vera e propria spaccatura interna. In particolare, otto consiglieri uscenti – tutti ricandidati alle imminenti elezioni – si sarebbero opposti alla proposta del presidente, alimentando interrogativi sul piano dell’opportunità istituzionale.
La scelta di non fissare una data certa di avvio delle candidature avrebbe sollevato alcune perplessità: sul piano dell’opportunità, per il fatto che consiglieri ricandidati abbiano partecipato a una decisione che incide direttamente sulle modalità della competizione elettorale; sul piano della parità informativa, considerando che gli stessi consiglieri, per il ruolo ricoperto, potrebbero disporre di un livello di conoscenza anticipata rispetto agli altri iscritti; sul piano giuridico, in relazione all’eventuale sussistenza di obblighi di astensione in situazioni di potenziale conflitto di interessi.
Si tratta, al momento, di valutazioni che circolano negli ambienti professionali e che non trovano un’esplicita formalizzazione nella delibera, ma che contribuiscono a delineare un clima interno tutt’altro che neutro.
Candidature entro il 29 aprile
Resta fermo che le candidature dovranno essere presentate entro le ore 23:59 del 29 aprile 2026, tramite PEC o consegna a mano, corredate dalla documentazione richiesta.
Il sistema elettorale prevede inoltre specifiche regole per la tutela della rappresentanza di genere e quorum differenziati: un terzo degli aventi diritto in prima convocazione, un quinto in seconda, nessun minimo in terza.
Tra innovazione digitale e dinamiche interne
La scelta del voto telematico rappresenta un ulteriore passo verso la modernizzazione delle procedure degli ordini professionali. Tuttavia, la vicenda legata alla gestione delle candidature mostra come, accanto all’innovazione tecnologica, restino centrali le dinamiche interne e gli equilibri istituzionali.
In un contesto in cui la trasparenza è sempre più richiesta non solo nelle forme ma anche nella sostanza, la prossima tornata elettorale si annuncia non soltanto come un passaggio amministrativo, ma come un banco di prova per la tenuta e la credibilità dell’istituzione.
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