Operazione “Smile”, sei arresti tra Rosarno e Cosenza per droga

Smantellata una rete di spaccio di cocaina, hashish e marijuana. Contestati 225 capi d’imputazione e un’estorsione

A cura di Redazione
05 giugno 2026 08:20
Operazione “Smile”, sei arresti tra Rosarno e Cosenza per droga - Foto: Redazione
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Sei persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito dell’operazione “Smile”, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro con il supporto dei militari delle Compagnie di Rende e Taurianova e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”. L’inchiesta ha consentito di smantellare una presunta organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di cocaina, hashish e marijuana tra Rosarno, Taurianova e Rose, in provincia di Cosenza.

L’ordinanza è stata emessa dal Gip del Tribunale di Palmi su richiesta della Procura della Repubblica di Palmi, guidata da Emanuele Crescenti. Due indagati, padre e figlio ritenuti promotori dell’attività illecita, sono stati condotti in carcere, mentre per altri quattro componenti della rete sono stati disposti gli arresti domiciliari. Cinque ulteriori persone sono state denunciate in stato di libertà.

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Santo Melidona e sviluppata dalla Sezione Operativa della Compagnia di Gioia Tauro, avrebbe documentato una vera e propria filiera dello spaccio capace di rifornire in modo continuo una vasta clientela nell’area della Piana di Gioia Tauro. Secondo gli investigatori, la droga veniva nascosta in improvvisati nascondigli domestici e consegnata direttamente agli acquirenti nei pressi delle abitazioni o in luoghi pubblici concordati.

Il Gip ha contestato complessivamente 225 capi d’imputazione relativi a singoli episodi di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. Le attività investigative avrebbero inoltre consentito di documentare oltre 260 episodi di spaccio. Per eludere i controlli, gli indagati utilizzavano termini in codice come “sigarette”, “caffè” e “vino” per indicare le diverse sostanze e i quantitativi richiesti.

Nel corso delle indagini i Carabinieri hanno effettuato undici sequestri di droga e arrestato in flagranza due persone. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato l’utilizzo di sistemi di pagamento tracciabili, tra cui bonifici bancari e ricariche su carte Postepay, spesso intestate a parenti o prestanome.

Tra gli episodi più gravi contestati figura anche un’estorsione nei confronti di un cliente insolvente, costretto – secondo quanto ricostruito dagli investigatori – a consegnare uno smartphone del valore di circa 600 euro per saldare un debito contratto nell’acquisto di sostanze stupefacenti. Le intercettazioni avrebbero inoltre documentato minacce e intimidazioni utilizzate per il recupero dei crediti derivanti dall’attività di spaccio.

Come previsto dalla legge, si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nelle successive fasi processuali, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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