Mormanno punta sull’accoglienza: progetto per 15 minori non accompagnati
Il sindaco illustra il progetto legato al bando ministeriale SAI: «Crediamo che l’accoglienza possa rafforzare il sistema scolastico e avere ricadute importanti sul piano occupazionale». La candidatura dovrà essere presentata entro il 10 novembre
Mormanno - Accoglienza, integrazione e opportunità per il territorio. Il Comune di Mormanno ha deciso di partecipare al bando del Ministero dell’Interno per il sistema di accoglienza e integrazione (SAI), con un progetto destinato a un massimo di 15 minori stranieri non accompagnati. A illustrare l’iniziativa è il sindaco, che ha voluto informare direttamente i cittadini dopo le richieste di chiarimento arrivate anche dai gruppi consiliari di minoranza.
«Ho convocato tutti i gruppi consiliari e i partiti politici presenti in Consiglio comunale - spiega il primo cittadino -. Ho illustrato le motivazioni e le procedure. Abbiamo convenuto sulla necessità di fare un’informativa ai cittadini, ed è per questo che siamo qui».
L’amministrazione chiarisce che il progetto si trova ancora nella fase preparatoria. La candidatura dovrà essere presentata entro il 10 novembre 2026, dopo la conclusione della coprogettazione con un ente del Terzo settore specializzato nell’accoglienza. Successivamente, sarà il Ministero a valutare le domande e a pubblicare la graduatoria. Secondo le indicazioni riferite dal sindaco, l’esito potrebbe arrivare tra febbraio e marzo.
Il progetto per 15 minori
Il numero massimo di beneficiari previsto per Mormanno è di 15 minori non accompagnati, in relazione alla popolazione residente. Il sindaco richiama il dato demografico di 2.475 abitanti, riferito nel suo intervento all’ultimo censimento, per spiegare i limiti stabiliti dal Ministero per le singole comunità.
Il primo cittadino sottolinea la differenza tra questa iniziativa e altre ipotesi di accoglienza discusse in passato nel territorio. Nel 2017, ricorda, si era parlato della possibilità di realizzare a Mormanno un CPR, un centro di permanenza per i rimpatri, ipotesi che aveva suscitato una forte opposizione. Nello stesso anno era stata valutata anche una possibile intesa con la diocesi di Cassano per l’accoglienza di un massimo di 50 adulti, senza che l’iniziativa arrivasse a concretizzarsi.
Un altro precedente riguarda il CAS ipotizzato a Campotenese, rispetto al quale, secondo il sindaco, il Comune di Mormanno ebbe un ruolo determinante nella mediazione che portò a non realizzare il centro.
«Ora stiamo parlando di un’altra cosa: di accoglienza per minori, di un massimo di 15 ragazzi», precisa il primo cittadino, evidenziando la diversa natura del progetto.
Risorse per 452mila euro e 16 operatori coinvolti
Tra gli aspetti evidenziati dall’amministrazione c’è anche la ricaduta economica e occupazionale. Il progetto, per il quale viene indicato un importo complessivo di 452.783 euro, prevede risorse annuali calcolate sulla base di circa 30.186,87 euro per ciascun minore accolto.
Secondo le stime illustrate dal sindaco, la gestione potrebbe coinvolgere fino a 16 operatori, tra educatori, assistenti sociali, psicologi, mediatori linguistici, personale amministrativo e addetti ai servizi ausiliari.
«Parliamo di persone che potrebbero trovare lavoro nella nostra comunità e contribuire a rafforzare il sistema microeconomico locale», afferma il primo cittadino, collegando l’iniziativa anche alle esigenze dei servizi educativi e delle scuole.
Scuola e integrazione, gli esempi citati dal sindaco
A sostegno della scelta, il sindaco richiama alcune esperienze calabresi nelle quali i progetti di accoglienza hanno contribuito a mantenere attiva la frequenza scolastica. Cita San Basile, dove - secondo quanto riferito nel suo intervento - 10 alunni su 12 della scuola primaria provengono da percorsi di accoglienza, e Acquaformosa, dove 16 studenti su 43 sarebbero minori inseriti in questi progetti. Richiama inoltre l’esperienza di Camini, nel Reggino.
L’obiettivo, spiega, è coniugare l’accoglienza con il sostegno ai servizi locali, in particolare al sistema scolastico, e con nuove opportunità professionali.
«Crediamo che l’accoglienza dei minori possa innanzitutto rendere più forte il nostro sistema scolastico. Ma la cosa più importante è che, oltre all’accoglienza, ci siano ricadute importanti anche sul piano occupazionale», dichiara.
La selezione dell’ente e i prossimi passaggi
Per realizzare il progetto, il Comune ha pubblicato una manifestazione di interesse rivolta agli enti del Terzo settore, chiamati a mettere a disposizione competenze ed esperienza nella gestione dei percorsi di accoglienza. La procedura è scaduta nei giorni precedenti all’intervento del sindaco e la commissione dovrà valutare le proposte ricevute.
L’amministrazione ha previsto criteri che attribuiscono maggiore punteggio agli enti con competenze specifiche nell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.
«All’interno del Comune non abbiamo tutte le professionalità necessarie per portare avanti un progetto del genere. Per questo abbiamo coinvolto gli enti che si occupano di accoglienza e che hanno esperienza in questo settore», spiega il sindaco.
Il percorso prevede ora la conclusione della coprogettazione, la presentazione della domanda al Ministero entro il 10 novembre e la successiva valutazione. Il finanziamento non è ancora acquisito e il Comune potrebbe anche non rientrare nella graduatoria.
«Ancora non abbiamo fatto nulla di definitivo», precisa il primo cittadino, che guarda alla fase successiva come a un percorso da costruire con la partecipazione della comunità.
«L’accoglienza funziona se c’è un ruolo primario di tutta la comunità. Se il progetto sarà finanziato, dovremo lavorare insieme e monitorare i risultati di questa esperienza», conclude.
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