Morano Calabro, al via il Servizio Civile Universale: sei volontari al lavoro tra cultura, memoria e territorio

Un progetto per valorizzare il patrimonio locale, migliorare i servizi ai cittadini e investire nella formazione delle nuove generazioni

A cura di Redazione
15 ottobre 2026 16:00
Morano Calabro, al via il Servizio Civile Universale: sei volontari al lavoro tra cultura, memoria e territorio - Foto: Uff. Stampa Comune di Morano Calabro
Foto: Uff. Stampa Comune di Morano Calabro
Condividi

Morano Calabro - Ha preso ufficialmente il via venerdì 9 ottobre, a Morano Calabro, il progetto di Servizio Civile Universale “Cultura e Memoria del Pollino”, promosso dal Comune attraverso l’Assessorato alle Politiche Giovanili. Sei volontari saranno coinvolti per dodici mesi in attività dedicate alla valorizzazione del patrimonio culturale, alla tutela della memoria storica e al miglioramento dei servizi rivolti alla cittadinanza.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di creare un legame concreto tra passato e presente, offrendo ai giovani l’opportunità di mettere le proprie energie al servizio della comunità e di maturare, allo stesso tempo, competenze utili per il proprio percorso personale e professionale.

Il programma prevede complessivamente 1.145 ore di attività, distribuite nell’arco di un anno e articolate attorno a tre direttrici fondamentali: memoria, territorio e comunità. I volontari saranno inseriti in tre settori strategici dell’Amministrazione comunale, con compiti specifici e iniziative mirate.

Tre giovani opereranno nella Biblioteca comunale, occupandosi della sistemazione e della catalogazione del patrimonio librario, del supporto ai servizi di consultazione e prestito e dell’organizzazione di eventi culturali, tra cui mostre e presentazioni. Particolare attenzione sarà riservata alla proposta “Leggere il Futuro”.

Altri due volontari saranno impegnati nell’area Anagrafe e Servizi al Cittadino, dove contribuiranno all’accoglienza e all’orientamento degli utenti, oltre a fornire supporto nelle attività di digitalizzazione e archiviazione documentale.

Il terzo ambito riguarda Territorio, Manutenzione e Polizia Locale, con un volontario incaricato di collaborare alla mappatura e alla documentazione dei luoghi di interesse, alla rilevazione dello stato dei beni pubblici e al supporto logistico durante le manifestazioni. Tra gli obiettivi principali figura la realizzazione della “Mappa della Memoria e dei Luoghi di Morano”, strumento pensato per valorizzare e rendere maggiormente fruibile il patrimonio del territorio.

Il progetto, tuttavia, non si esaurisce in un’esperienza di avvicinamento al mondo del lavoro. Si configura, infatti, come un percorso formativo più ampio, che coinvolgerà i ragazzi anche nella produzione di contenuti fotografici e video, nella raccolta di testimonianze e nelle attività di collaborazione con le scuole locali.

Le ricadute attese riguardano sia la comunità sia i partecipanti: da una parte, l’Amministrazione punta a migliorare la fruibilità della biblioteca e l’accessibilità dei servizi municipali; dall’altra, il programma mira a favorire l’acquisizione di competenze certificate, spendibili nella crescita personale e professionale dei giovani.

A sottolineare il valore dell’iniziativa sono il sindaco Mario Donadio e l’assessore alle Politiche Giovanili Josephine Cacciaguerra, che nei giorni scorsi hanno accolto i volontari insieme al coordinatore dell’Area Affari Generali dell’Ente, Vincenzo Tamburi, all’assessore Salvatore Siliveri e al consigliere Francesco Soave.

«Riteniamo che il Servizio Civile sia certamente un aiuto per gli uffici, ma soprattutto, così ci piace dire, costituisca una scommessa sul futuro delle nuove generazioni», affermano gli amministratori, esprimendo fiducia nelle potenzialità del programma e nella sua capacità di coniugare formazione e senso di appartenenza alla comunità.

«Crediamo fermamente nella qualità di questo progetto, che ben coniuga, a nostro modo di vedere, una forma di apprendimento remunerato con il senso di appartenenza alla società. I ragazzi avranno la possibilità di formarsi sul campo, acquisendo conoscenze utili per il loro futuro e, al contempo, contribuiranno a custodire la nostra storia, la nostra cultura e il nostro patrimonio paesaggistico».

Un investimento, dunque, che guarda in entrambe le direzioni, come concludono Donadio e Cacciaguerra: «Si può considerare a ragione un investimento reciproco: energia e idee fresche donate in cambio di un’esperienza strutturata e ricompensata, che li renderà cittadini più consapevoli e preparati».

Segui CosenzaOk