Monsignore Rega e la diocesi di San Marco nel ricordo del Vescovo Raimondi

Forte il richiamo al Servo di Dio Pietro Raimondi, vescovo di Crotone dal 1946 al 1971, di cui è in corso la causa di beatificazione

A cura di Redazione
12 maggio 2026 09:00
Monsignore Rega e la diocesi di San Marco nel ricordo del Vescovo Raimondi - Foto: Redazione
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La devozione mariana, il valore della testimonianza cristiana e il ricordo del Servo di Dio Pietro Raimondi. Sono stati questi i temi centrali della celebrazione presieduta ieri sera nella chiesa dell’Immacolata di Crotone da monsignore Stefano Rega, primo vescovo ospite della tradizionale settimana mariana dopo il solenne pontificale del cardinale Baldassare Reina.

Per la comunità crotonese si è trattato di un momento particolarmente significativo anche per il legame che unisce la diocesi di San Marco Argentano-Scalea a quella di Crotone-Santa Severina. Proprio da quella terra, infatti, proveniva monsignore Pietro Raimondi, vescovo di Crotone dal 1946 al 1971, del quale è stata avviata la causa di beatificazione.

Nel corso dell’omelia, monsignore Rega ha richiamato più volte la figura di Raimondi, ricordando il suo stile pastorale semplice e vicino alla gente. “Non chiedeva una fede esteriore – ha spiegato – ma una fede vera, capace di entrare nel cuore e trasformare la vita quotidiana”.

Riflettendo sul Vangelo, il presule ha parlato della missione dei cristiani nel mondo di oggi, sottolineando che “la testimonianza nasce sempre dall’azione dello Spirito Santo” e che “anche nelle difficoltà il credente non è mai lasciato solo”.

Uno dei passaggi più intensi dell’omelia è stato dedicato al significato della devozione mariana. “Maria – ha detto – non è soltanto una tradizione da custodire, ma una madre che ci invita ad aprire le porte del cuore, ad accogliere gli altri e a vivere nella fraternità”. Un messaggio rivolto in particolare alle famiglie e ai giovani, chiamati a costruire relazioni autentiche in un tempo segnato da divisioni e incertezze.

Monsignore Rega ha poi rivolto un pensiero alle sofferenze del territorio, parlando delle difficoltà sociali e della mancanza di lavoro che colpisce soprattutto le nuove generazioni. “Il Signore ama questo popolo – ha affermato – e continua a camminare accanto a chi non perde la speranza”.

Nel finale, il vescovo ha affidato la città alla protezione della Madonna di Capocolonna, invitando i fedeli a riscoprire il senso dell’unità e della solidarietà. “Maria – ha concluso – ci insegna che la fede diventa concreta quando si traduce in amore, accoglienza e servizio verso gli altri”.

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