Mendicino, “Sguardi a Sud” passa dalla fiaba alla musica con Beppe Gambetta
Al Teatro Comunale è andato in scena “Cappuccetto bambina impertinente” della compagnia Molino d’Arte. L’8 novembre appuntamento con il concerto-racconto “Terra Madre”
Una Cappuccetto Rosso intraprendente, ironica e lontana dagli schemi della fiaba tradizionale ha conquistato il pubblico del Teatro Comunale di Mendicino. La compagnia pugliese Molino d’Arte ha portato in scena “Cappuccetto bambina impertinente”, spettacolo di teatro di figura con attori e pupazzi, inserito nel programma della nona edizione di “Sguardi a Sud”, la rassegna promossa dalla compagnia Porta Cenere e diretta da Mario Massaro.
L’edizione 2026, intitolata “Attraversare i confini”, prosegue il suo percorso dedicato all'incontro tra linguaggi artistici e sensibilità differenti, con il patrocinio del Comune di Mendicino e il sostegno della Fondazione Carical.
Protagonista della matinée è stata una versione rivisitata della celebre storia di Cappuccetto Rosso, pensata per i bambini dai quattro anni in su. Il bosco, il lupo, la nonna e il cacciatore sono rimasti al loro posto, ma i ruoli hanno assunto caratteristiche diverse. Cappuccetto non è più una bambina ingenua in attesa di essere salvata, ma una protagonista sveglia e autonoma, capace di affrontare gli imprevisti con intelligenza e ironia. Il lupo è diventato un anziano goffo e maldestro, mentre la nonna si è mostrata un po’ svampita.
Una rilettura che, attraverso la comicità e il coinvolgimento dei piccoli spettatori, ha proposto una riflessione sul valore delle scelte e sulla possibilità di percorrere strade diverse. «Invece di fare sempre le stesse cose, si può scegliere una strada diversa per andare a scuola. E quella strada può portare a conoscere qualcuno o a trovare qualcosa di nuovo», hanno spiegato le attrici Angela Borromeo e Noemi Ricco, illustrando l'idea alla base della riscrittura.
Al centro dello spettacolo anche il tema dell'autonomia personale e del confronto con gli altri. «Il messaggio che vogliamo trasmettere è quello di essere sé stessi e seguire la propria strada. Naturalmente è importante ascoltare i consigli degli altri, soprattutto dei genitori, ma anche pensare a ciò che si desidera e confrontarsi con gli altri bambini. Da qui nasce anche l'incontro e, perché no, lo scontro: una discussione può essere sempre un'occasione per crescere», hanno aggiunto le interpreti.
La partecipazione dei bambini ha accompagnato lo sviluppo della rappresentazione, trasformando il pubblico in parte attiva del racconto. A rendere possibile questa esperienza anche il teatro di figura, con pupazzi realizzati artigianalmente, oggetti scenici e trasformazioni che hanno dato vita a un universo in cui la materia si è trasformata in personaggio e lo spazio teatrale in un bosco.
La compagnia Molino d’Arte, con la direzione artistica di Antonello Arpaia, ha espresso apprezzamento per l'accoglienza ricevuta a Mendicino e per il lavoro di Porta Cenere nella gestione e nell'animazione del centro di aggregazione locale, manifestando la volontà di tornare con nuove produzioni.
Il prossimo appuntamento sarà dedicato alla musica. L'8 novembre, alle ore 18, il Teatro Comunale ospiterà Beppe Gambetta con “Terra Madre”, un concerto-racconto che attraversa geografie, culture e tradizioni musicali.
Chitarrista e compositore di fama internazionale, Gambetta proporrà un percorso in cui le radici liguri incontrano il folk e il bluegrass americano, dando vita a un dialogo musicale tra il Mediterraneo e gli Stati Uniti. Attraverso le tecniche del fingerstyle e del flatpicking, la chitarra acustica diventerà uno strumento narrativo, capace di intrecciare melodie, ritmi e memorie.
Un appuntamento che riprende il tema di questa edizione di “Sguardi a Sud”: superare i confini geografici e culturali senza perdere il legame con le proprie radici.
«Con questa nona edizione di Sguardi a Sud vogliamo ribadire il valore del teatro come spazio di incontro, scoperta e libertà. La matinée con Molino d’Arte ha rappresentato perfettamente questo spirito. Portare i bambini a teatro significa investire sul futuro, stimolare l'immaginazione e trasmettere strumenti per interpretare la realtà con curiosità e autonomia», ha dichiarato il direttore artistico Mario Massaro.
«Con Beppe Gambetta attraverseremo i confini geografici e musicali, mettendo in dialogo tradizioni e culture diverse. È proprio questa pluralità che vogliamo coltivare: un teatro aperto, capace di accogliere esperienze artistiche differenti e di restituire al territorio occasioni di bellezza, riflessione e partecipazione», ha concluso.
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