Marano marchesato - Il comitato cittadini: «No all'antenna 5G»

I residenti dicono "no" al gigante d'acciaio che svaluta il quartiere e deturpa il paesaggio. Invocata l'applicazione della Legge Regionale

A cura di Redazione
13 maggio 2026 13:00
Marano marchesato - Il comitato cittadini: «No all'antenna 5G» - Foto: Ufficio stampa Comitato cittadini
Foto: Ufficio stampa Comitato cittadini
Condividi

Marano Marchesato - Un gigante di acciaio alto 35 metri sta per sorgere a ridosso dei tetti delle abitazioni di Marano Marchesato, in un'area dove la fragilità del suolo incontra il silenzio delle istituzioni. Nel comune cosentino, attualmente commissariato ma prossimo alle consultazioni elettorali, la tensione è alle stelle per l'installazione di un'imponente infrastruttura 5G all'angolo tra via Tintoretto e via Gasparoni. I cittadini, costituitisi in un comitato spontaneo, denunciano una totale mancanza di trasparenza e risposte concrete. Nonostante la mobilitazione mediatica, gli organi preposti non hanno ancora fornito chiarimenti ai residenti che si troverebbero l'impianto a pochissimi metri dalle proprie finestre.

Serve prudenza

Il sito individuato ricade nelle classi R2 e R3 del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI), zone a rischio medio ed elevato. "Non si può derubricare a mera pratica amministrativa un intervento che incide così pesantemente sulla sicurezza territoriale", spiegano dal Comitato. La vicinanza alle case e la natura del suolo richiederebbero una prudenza che, al momento, sembra essere stata del tutto ignorata. Oltre alle preoccupazioni per la salute e l'incolumità, i residenti lamentano lo scempio estetico: la zona, prettamente residenziale e curata, verrebbe deturpata da un "mostro" tecnologico. I cittadini ribadiscono che, pur riconoscendo la digitalizzazione come un progresso inevitabile, essa non deve arrecare nocumento al valore paesaggistico e immobiliare dell'area, che crollerebbe a causa della bruttura architettonica e del timore legato alle emissioni.

Data l'imminenza delle elezioni comunali e l'attuale assenza di un interlocutore politico locale forte, il Comitato rivolge un appello urgente alla Giunta Regionale della Calabria e alla Protezione Civile. Si richiede l'apertura immediata di un tavolo di confronto con la società Inwit per verificare le distanze strutturali e valutare i siti alternativi già proposti in passato, ma rimasti inascoltati. I residenti invocano l'applicazione della Legge Regionale n. 44 del 2023 sulla minimizzazione delle esposizioni, chiedendo che il progresso non avvenga sulla pelle dei cittadini. "L'ascolto dei territori non è un intralcio, ma un obbligo democratico".

Segui CosenzaOk