Mandatoriccio, il teatro incontra la lettura: in scena il sogno di “C’era una volta Cicciarella”

All’Istituto comprensivo guidato dalla dirigente Mirella Pacifico il romanzo di Giuseppe Trebisacce diventa uno spettacolo che unisce scuola, famiglie e territorio

A cura di Redazione
05 giugno 2026 12:00
Mandatoriccio, il teatro incontra la lettura: in scena il sogno di “C’era una volta Cicciarella” - Foto Uff. Stampa IC Mandatoriccio
Foto Uff. Stampa IC Mandatoriccio
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MANDATORICCIO (CS) – Un libro, una dirigente scolastica che crede profondamente nel valore educativo del teatro, docenti pronti a mettersi in gioco con passione e una comunità intera coinvolta in un progetto condiviso. Sono stati questi gli ingredienti che hanno permesso all’Istituto comprensivo di Mandatoriccio di trasformarsi, per un giorno, in un grande palcoscenico per la rappresentazione teatrale di “C’era una volta Cicciarella”, opera del professor Giuseppe Trebisacce.

Una storia intensa, fatta di amore, speranza, sacrificio, coraggio e riscatto, che racconta il percorso di Cicciarella, una bambina calabrese attraversata dagli eventi più significativi del Novecento. Un racconto che è diventato occasione di crescita, riflessione e condivisione per gli alunni delle classi quinte della scuola primaria di tutti i plessi dell’istituto.

La rappresentazione è nata dalla volontà della dirigente scolastica Mirella Pacifico di utilizzare il teatro come strumento di inclusione, partecipazione e unità tra le diverse realtà scolastiche. Un obiettivo raggiunto grazie all’impegno dei docenti che hanno elaborato la sceneggiatura, seguito gli alunni durante la preparazione, curato scenografie e costumi e mantenuto un dialogo costante con le famiglie, trasformando un progetto culturale in una significativa esperienza educativa.

«Ogni volta che un sogno si realizza, la fatica si tramuta in gioia, il dubbio in luce e la normalità in meraviglia», è stato ricordato nel corso della manifestazione. E la meraviglia è stata visibile negli occhi dei bambini, protagonisti di interpretazioni spontanee e coinvolgenti, affrontate con responsabilità e con la genuina autenticità della loro età.

Lo spettacolo ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso didattico che ha coinvolto l’intera comunità educante. Il romanzo di Trebisacce è stato infatti approfondito anche dagli alunni delle classi terze e quarte, che hanno realizzato un diario di bordo contenente riflessioni, elaborati e illustrazioni successivamente donato all’autore.

«Fondamentale il contributo di tutte le insegnanti delle classi quinte che, coordinate dalle docenti Maria Teresa Scorpiniti e Daniela Voltarelli, hanno guidato gli alunni verso una rappresentazione corale e armonica, dimostrando autentico spirito di squadra e forte senso di comunità», ha evidenziato la dirigente Pacifico.

Determinante anche l’apporto dei docenti di strumento musicale, che hanno impreziosito lo spettacolo con l’eleganza della musica dal vivo, e dei genitori che hanno collaborato con entusiasmo e disponibilità alla riuscita dell’iniziativa.

Particolarmente apprezzata la presenza del professor Giuseppe Trebisacce, tra i più autorevoli pedagogisti italiani, già ordinario di Storia della Pedagogia all’Università della Calabria e già pro rettore dell’ateneo, autore di numerosi testi scientifici e delle opere “Cicciarèlle. Come un romanzo” e “C’era una volta Cicciarella”.

All’evento hanno partecipato anche il neo eletto sindaco di Campana Giacinto Parrotta, i parroci don Enzo Malizia e don Pino Straface, la dirigente scolastica Rachele Anna Donnici, la presidente del Consiglio d’Istituto Graziella Savo e alcuni consiglieri, a testimonianza della vicinanza delle istituzioni e del territorio al mondo della scuola.

La dirigente ha inoltre rivolto un ringraziamento al dsga Serafino Catalano, ai collaboratori scolastici Veltri e Federico, a Roberto Alvaro e Giuseppe Diaco per il supporto tecnico, a Mario Filippelli e ai suoi collaboratori per la realizzazione delle scenografie, oltre a quanti hanno contribuito con materiali, arredi, pizzi, merletti, mobili d’epoca e persino con la raccolta della profumata ginestra che ha reso ancora più autentica l’ambientazione.

L’iniziativa ha dimostrato come la scuola possa essere un luogo capace di mettere in dialogo memoria e futuro, cultura e partecipazione, formazione e cittadinanza. Un’esperienza che ha restituito attualità ai valori raccontati nel romanzo di Trebisacce e che ha trasformato una rappresentazione teatrale in una vera lezione di comunità.

Perché, come insegna la storia di Cicciarella, i sogni sono l’anticamera della realtà: aiutano a ridurre la distanza tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere. E quando una scuola riesce a coinvolgere studenti, docenti, famiglie e territorio in un progetto comune, quel sogno può davvero diventare realtà.

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