L’Eros come ricerca della verità: Matteo Nucci incanta il Telesio di Cosenza
Alla Biblioteca Rodotà l’ottavo appuntamento della Decina del Premio Sila 2026 con il romanzo “Platone una storia d’amore”
C’è un Platone lontano dai manuali scolastici, privo dell’immobilità austera delle statue e capace invece di mostrarsi profondamente umano, fragile, passionale. È il Platone raccontato da Matteo Nucci nel romanzo Platone una storia d'amore, presentato nella Biblioteca “Rodotà” del Liceo Classico Bernardino Telesio di Cosenza nell’ambito della Decina del Premio Sila 2026.
L’incontro, ottavo appuntamento del prestigioso programma culturale, ha trasformato la filosofia in un racconto vivo e appassionato, capace di coinvolgere studenti, docenti e appassionati di letteratura in una riflessione intensa sul desiderio, sulla conoscenza e sulla ricerca della verità.
A dialogare con l’autore sono stati il magistrato Alfredo Cosenza e la professoressa Rosanna Tedesco, davanti a una sala gremita di studenti che hanno seguito con attenzione e partecipazione il racconto della lunga genesi del libro.
Nel romanzo, Matteo Nucci restituisce un Platone “in carne e ossa”: Aristocle, giovane atleta dalle spalle larghe, segnato da ferite familiari e trasformato dall’incontro con Socrate. Un uomo attraversato dall’Eros inteso non soltanto come sentimento amoroso, ma come forza motrice della conoscenza, desiderio incessante di Giustizia, Bene e Verità.
Lo scrittore ha raccontato come tutto sia nato durante una gita scolastica ad Atene. «Di notte siamo entrati nell’agorà. Davanti al banco di Simone, il ciabattino amico di Socrate, ho pensato: qua c’era Platone giovane come me. E io sono Platone», ha ricordato Nucci ripercorrendo un’ossessione letteraria coltivata per decenni e trasformata poi in cinque anni di intensa scrittura.
Ad aprire l’incontro sono stati gli studenti del Telesio con una lettura del Simposio in lingua originale greca, creando un’atmosfera suggestiva e immersiva che ha riportato il pubblico alle radici del pensiero platonico.
Particolarmente apprezzati gli interventi degli studenti Orsola Gerbasio, Elisabetta Terracina, Laura Perrone, Giovanni Aiello e Giulio Saraceni, che hanno posto all’autore domande profonde e articolate, dimostrando quanto i classici possano ancora dialogare con le nuove generazioni quando vengono raccontati con sensibilità contemporanea.
Il romanzo di Matteo Nucci, accolto positivamente dalla critica per la sua capacità di fondere rigore storico e narrazione letteraria, è attualmente candidato sia al Premio Sila 2026 sia al Premio Strega.
La serata ha confermato ancora una volta il ruolo della Biblioteca Rodotà come presidio culturale di riferimento per la città di Cosenza, capace di trasformare la letteratura e la filosofia in occasioni autentiche di dialogo e crescita collettiva.
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