Le Equilibriste 2026: in Calabria maternità ancora fragile
Secondo il rapporto di Save the Children la condizione delle madri calabresi riflette criticità strutturali nel sistema lavoro-servizi
In Italia la maternità continua a rappresentare uno dei principali fattori di disuguaglianza sociale ed economica, con effetti evidenti sull’occupazione femminile, sulle retribuzioni e sulla partecipazione al mercato del lavoro. È quanto emerge dall’XI edizione del Rapporto “Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026” di Save the Children Italia, che fotografa un Paese ancora lontano da un equilibrio stabile tra lavoro e cura. All’interno di questo scenario nazionale, la Calabria emerge con un profilo complesso: da un lato registra alcuni miglioramenti in specifiche aree di analisi, dall’altro continua a scontare ritardi strutturali soprattutto sul fronte dei servizi e dell’occupazione.
Lavoro e maternità: il nodo più critico
Il rapporto conferma come in Italia la penalizzazione legata alla maternità sia ancora elevata, con effetti più marcati per le donne rispetto agli uomini. Anche in Calabria il quadro riflette questa dinamica, con un mercato del lavoro che risulta meno inclusivo e più fragile per le madri, soprattutto in presenza di più figli o di figli in età prescolare. La dimensione lavorativa evidenzia inoltre un contesto nazionale in peggioramento, segnato dall’aumento della precarietà e delle dimissioni delle neomamme, un fenomeno che colpisce in modo trasversale anche le regioni del Sud, Calabria compresa.
Servizi per l’infanzia: un divario ancora evidente
Uno dei punti più critici riguarda l’offerta dei servizi educativi per la prima infanzia. Il rapporto evidenzia come in Calabria la presa in carico dei servizi 0-3 anni si attesti su valori molto bassi rispetto alla media nazionale, insieme a Sicilia e Campania. Questa carenza incide direttamente sulla possibilità per le madri di conciliare lavoro e famiglia, contribuendo ad aumentare il ricorso al part-time involontario o, nei casi più estremi, all’uscita dal mercato del lavoro.
Calabria nel Mothers’ Index: qualche segnale di miglioramento
Nel quadro del “Mothers’ Index” regionale elaborato dal rapporto, la Calabria mostra un lieve miglioramento complessivo, salendo di due posizioni rispetto all’anno precedente e collocandosi al 16° posto nella classifica nazionale. Un avanzamento che indica piccoli progressi, ma che non modifica in modo sostanziale il posizionamento della regione rispetto al resto del Paese.
Soddisfazione soggettiva e qualità della vita
Più critico il dato relativo alla soddisfazione soggettiva delle donne: la Calabria si colloca nelle posizioni più basse della classifica nazionale, con indicatori che evidenziano un livello di benessere percepito inferiore rispetto alla media italiana. Un dato che riflette non solo condizioni economiche, ma anche la difficoltà di conciliazione tra vita privata e professionale.
Un quadro che richiede interventi strutturali
Il rapporto sottolinea come la maternità in Italia resti ancora un fattore di disuguaglianza strutturale. In questo contesto, la Calabria rappresenta una delle regioni dove la fragilità del sistema di welfare, la scarsità di servizi per l’infanzia e la debolezza del mercato del lavoro rendono più complessa la condizione delle madri. Per colmare questi divari, secondo Save the Children Italia, servono politiche integrate e di lungo periodo: rafforzamento dei servizi educativi, maggiore stabilità occupazionale e strumenti di sostegno alla genitorialità realmente efficaci.
Il quadro che emerge è quello di un Paese in cui la maternità continua a essere una “leva di disuguaglianza”, e la Calabria ne rappresenta una delle espressioni più evidenti, pur con alcuni timidi segnali di miglioramento.
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