Laino Borgo, nuovi reperti dagli scavi di Santa Gada: trovato un altare votivo
Conclusa la settima campagna di ricerche: emergono offerte rituali, armi, strumenti agricoli e nuovi tratti dell'antico abitato lucano
Laino Borgo - Si è conclusa la settima campagna di scavi archeologici sul colle di Santa Gada, nel territorio di Laino Borgo, dove i ricercatori hanno portato alla luce nuovi e significativi reperti che arricchiscono la conoscenza dell'antico insediamento lucano. Tra le scoperte più importanti figurano un altare votivo con le offerte ancora al suo interno, depositi di armi e strumenti utilizzati nelle attività agricole e boschive, oltre a nuovi elementi dell'impianto urbanistico dell'abitato.
La missione, coordinata dall'Università di Messina e diretta scientificamente dal professor Fabrizio Mollo, ha coinvolto circa 40 tra dottorandi, specializzandi e laureati provenienti da atenei italiani e stranieri. Le indagini si sono concentrate nella parte centrale del pianoro, a ovest dell'area sacra, dove sono stati individuati anche l'incrocio delle due principali strade dell'insediamento e i muri perimetrali di tre nuovi isolati.
Le ricerche, avviate nel 2019 in regime di concessione ministeriale, sono state realizzate con il supporto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza, del Comune di Laino Borgo e del Parco Nazionale del Pollino.
«Ogni anno dai terreni di Santa Gada emergono nuovi tasselli della nostra storia, contribuendo ad arricchire l'identità della comunità e il patrimonio culturale del territorio», ha dichiarato il sindaco Mariangelina Russo, sottolineando l'importanza della collaborazione con il gruppo di ricerca.
Negli ultimi anni gli scavi hanno permesso di riportare alla luce una vasta porzione di un abitato lucano risalente a un periodo compreso tra la fine del V e la fine del III secolo a.C., comprendente un quartiere artigianale, un edificio di culto dedicato ad Artemide e una via processionale inseriti in un articolato impianto urbano.
Con un'estensione di quasi 50 ettari, Santa Gada è oggi considerato il più importante insediamento antico della valle del Mercure-Lao. Le indagini hanno inoltre restituito testimonianze ancora più antiche, databili tra la fine dell'VIII e il V secolo a.C., che confermano la lunga frequentazione dell'area.
«La valorizzazione di questo patrimonio passa anche attraverso il nuovo Museo archeologico, finanziato dalla Regione Calabria, e il futuro Parco archeologico, strumenti fondamentali per promuovere il turismo culturale e far conoscere l'importanza di Santa Gada a livello regionale», ha concluso il sindaco.
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