Immagina Cosenza, Mancini: «La città deve tornare protagonista»
Dal confronto tra Giacomo Mancini e Giovanni Multari una riflessione sul futuro della città tra rigenerazione urbana, partecipazione e nuove opportunità
COSENZA – «Non ci rassegniamo al declino. Cosenza deve tornare protagonista e diventare una città nella quale restare, alla quale tornare e nella quale scegliere di venire». È questo il messaggio lanciato da Giacomo Mancini nel corso del primo appuntamento di “Immagina Cosenza – Conversazioni per costruire il domani”, ospitato al CineTeatro Universal.
Al centro dell’incontro, il futuro della città e la necessità di avviare una riflessione condivisa sulle trasformazioni necessarie per rilanciare Cosenza. Con Mancini è intervenuto Giovanni Multari, architetto cosentino e docente di Progettazione architettonica all’Università Federico II di Napoli.
«La nostra ambizione – ha spiegato Mancini – non è limitarci ad amministrare quello che rimane dopo gli ultimi cinque anni, ma creare le condizioni perché Cosenza torni a crescere, ad attrarre e a generare opportunità». Da qui la visione racchiusa nei tre verbi “restare, tornare, venire”: offrire condizioni migliori a chi vive in città, favorire il rientro di talenti e competenze e rendere Cosenza capace di attrarre persone, imprese, investimenti e nuove energie.
Per Mancini, però, la trasformazione non può riguardare esclusivamente infrastrutture e spazi urbani. «Una città è fatta prima di tutto di persone: delle loro difficoltà, dei loro problemi, dei loro bisogni, ma anche dei loro talenti e delle loro ambizioni. Non può esserci rigenerazione urbana senza una rigenerazione civile e sociale».
Immagina Cosenza nasce quindi con l’obiettivo di promuovere ascolto e partecipazione. «Vogliamo riaccendere quella scintilla che faccia tornare nei cosentini la voglia di sentirsi comunità, di muoversi come comunità e di crescere insieme come comunità», ha sottolineato Mancini, indicando nell’ascolto dei cittadini la «bussola» per individuare priorità e trasformarle in un programma di governo concreto e realizzabile.
Durante il confronto sono stati affrontati diversi temi legati al futuro della città: dal recupero dei luoghi abbandonati alla rigenerazione del centro storico, dal rapporto con l’Università della Calabria alla valorizzazione dei mercati, fino al rafforzamento dei servizi di prossimità nei quartieri.
Sul significato della rigenerazione urbana si è soffermato Giovanni Multari. «Immagina Cosenza è un luogo di comunità nel quale crescere insieme, un think tank di dialogo e confronto democratico, aperto a tutti, per costruire un futuro possibile per la nostra città».
Per l’architetto, la città del futuro non può essere immaginata separandola da quella esistente. «La città del futuro è la città esistente e le decisioni da assumere richiedono senso di responsabilità, tempo e consapevolezza».
Multari ha inoltre sottolineato che la rigenerazione non può ridursi a uno slogan. «La rigenerazione urbana non è un brand né una ricetta. È un fatto locale, specifico e singolare, che dipende da tutti noi». Rigenerare, ha spiegato, significa «partecipare per riattivare luoghi, memorie e relazioni», affiancando alla trasformazione fisica obiettivi come la crescita economica, la riduzione delle diseguaglianze e il rafforzamento della coesione sociale.
Il percorso, secondo Multari, passa anche dalla costruzione di una comunità più consapevole e partecipe della vita pubblica, capace di prendersi cura del patrimonio cittadino e di affrontare questioni come l’abbandono, la solitudine sociale e la crisi climatica.
A rendere il confronto ancora più partecipato sono stati gli interventi del pubblico, con cittadini che hanno posto problemi, avanzato proposte e richiamato l’attenzione su diversi aspetti della vita quotidiana della città.
A chiudere l’incontro è stato Mancini, con uno sguardo rivolto al futuro: «Il futuro di Cosenza non si costruisce cancellando la sua storia, ma restituendo vita e nuove funzioni ai suoi luoghi e rimettendo al centro le persone». E l’obiettivo dichiarato di Immagina Cosenza è proprio quello di «riaccendere la partecipazione e costruire una comunità che torni a credere nel proprio futuro».
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